Limbo è il titolo  della personale di Marco Demis, un nome che induce subito a collegare le adolescenti raffigurate, soggetti principali di ogni opera, a quella condizione di incertezza e sospensione che è il limbo nellâimmaginario cattolico: per Dante è il primo cerchio dellâinferno, dimora delle anime senza peccato ma morte senza battesimo o di uomini giusti non cristiani.
Le alte pareti della galleria sono ricoperte di tele, di piccole e medie dimensioni e senza cornici, e fogli che sembrano strappati da un quaderno dâappunti.
In questi lavori algidi, eterei e senza tempo, nĂŠ atmosferico nĂŠ cronologico, le giovani presenze sono indiscrete, non mostrano alcuna particolare espressione facciale o corporale e, come nelle fotografie dâun tempo, sembrano in posa. Oltre a loro, compaiono oggetti, quasi sempre gli stessi: casette, bambole, alberi, cancelli.
Demis ammette dâessere un appassionato di Boudrillard e quindi dâapprezzare quelle opere che non muoiono nel loro disvelarsi ma che, ricoprendosi di veli, non mancano di stupirci ogni volta che le guardiamo, dicendoci sempre qualcosa di piĂš, e restando sempre attuali. Forse è per questo che le sue tele, spesso composte di pochi elementi, a un primo sguardo paiono non dire nulla, se non del tratto e del segno pittorico, quasi una battaglia contro il mondo delle immagini e il loro darsi facile agli occhi di tutti.
Attraversando il corridoio bianco della galleria ci si sente osservati da tanti occhi, le giovani dipinte guardano sempre in camera. Inducono lâosservato a domandarsi cosa vogliano ed è facile cadere nellâerrore di considerarle esponenti del mondo dellâinfanzia e dei suoi diritti. Viene da pensare alla pittura antica, fatta di oggetti che sono simboli e rimandano sempre a qualcosâaltro. Ma lâocchio contemporaneo non è abituato a queste sottigliezze, a questa indiscrezione che viene scambiata per freddezza. Se si aggiunge che siamo di fronte ad una pittura quasi monocromatica, basata sulle scale di grigio, solo talvolta con echi azzurrini, ne vien fuori un pittore complesso, che si può con facilitĂ amare o odiare.
Alla galleria Artcore sono esposti lavori di Demis sia attuali sia meno recenti, ma costanti e ripetitve restano le sue immagini, queste ossessioni visive che lo rendono immediatamente riconoscibile.
yamuna j.s. illuzzi
mostra visitata il 7 maggio 2012
dal 4 maggio al 2 giugno 2012
Marco Demis â Limbo
Galleria ArtCore
via de Rossi 94 (70122) Bari
orari: lunedĂŹ 17.00/ 20.30, dal martedĂŹ al sabato 10.00/13.00 e 17.00/ 20.30, domenica su appuntamento
info: Â Mara Nitti, tel. 0039 3476574411, info@artcore.it