Categorie: altrecittà

Fino al 2.VIII.2014 | Una pratica indeterminata | Centrale Fies, Dro

di - 29 Luglio 2014
Dagli anni ’80 Drodesera ha legato indissolubilmente la sua attività alle arti performative promuovendole e alimentandole, trovando una sede fissa nella centrale idroelettrica nel 2002. Questi decenni di attività sono stati studiati dall’artista Francesca Grilli e dalla curatrice Alessandra Saviotti, che insieme alla Direzione artistica di Fies, hanno strutturato l’idea di una collezione di arti performative. Il titolo della mostra, “Una pratica indeterminata”, riflette perfettamente la natura della collezione.
Si avvia l’impresa con una riflessione sull’oggetto della performance: dove si trova? Non è forse lo spettatore stesso? O il corpo del performer? E se questo manca? Cosa rimane?

Nelle cinque opere in mostra si ritrovano diversi punti di vista in merito ed i momenti che accompagnano la nascita e la presentazione della performance allo spettatore.
Ma come si evita il rischio di rendere gli oggetti feticci, se presenti? Difficile trovare una risposta e molti i dubbi che sorgono anche guardando quanto esposto, che inevitabilmente concentra l’attenzione sul suo essere materia. Impossibile impedire che ciò che resta a testimonianza non si carichi dell’aura e degli sguardi di chi ha interagito con esso nel passato e di chi vi si confronterà ancora. Soluzione possibile in certi casi appare quella di rivivere le performance o, come nel caso di Teatro Valdoca, chiedere all’artista di reinterpretarla. Mariangela Gualtieri e Cesare Ronconi lavorano in questa direzione, rileggendo ciò che era stata l’esperienza di tre spettacoli a Fies nel 2004. E se rimane il vuoto allora si mostra il vuoto stesso, coperto ed indossato da un’armatura come nel caso del lavoro di Michael Fliri Something uncovered can’t be covered again (2013) in cui l’artista indossava per la performance questa scatola di latta. Una sorta di riattivazione all’infinito, determinata all’inizio, ma indeterminata nel suo svolgimento come per Amalia Pica e Jan Hoeft, che per la durata del Festival “Skillbuilding”, fino al 2 agosto, ridaranno vita alle loro performance. La prima ripropone un lavoro del 2011, dal titolo Eavesdropper, in cui attraverso un bicchiere incollato al muro tenta di sentire cosa accade nello spazio oltre la parete. Come immaginare un artista che incuriosito tenta di vedere come lo spettatore reagisce alla sua opera, non potendolo di fatto controllare.
Un’impresa indeterminata, che tenterà di tracciare la storia di Centrale Fies, “catalizzatore per la sperimentazione”.
Chiara Ianeselli
mostra visitata il 23 luglio
Dal 25 luglio al 2 agosto 2014
Drò, Centrale Fies, Galleria trasformatori
Centrale Fies, Loc. Fies 1, Dro (Tn)
Orari performance di Amalia Pica (RA/UK) / Eavesdropper dal 25.07 al 02.08 dalle 19.30 alle 21.30

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