Categorie: altrecittà

Fino al 2.X.2016 | Luigi Boille. Il segno infinito | Galleria Armando Pizzinato, Pordenone

di - 17 Settembre 2016
Forse poca attenzione è sinora stata riservata dalla storiografia ufficiale a Luigi Boille (1926-2015). Sorte immeritata per l’artista – pordenonese di nascita, romano d’adozione, parigino d’elezione – molto amato da grandi come Giulio Carlo Argan che lungamente si spese in suo favore e Carlo Cardazzo che lo espose tra i primi nella sua galleria milanese. Solo per citare alcuni nomi illustri. Appartato, schivo, per niente mondano, Boille perseguì sempre una propria ricerca artistica senza compromessi, fedele all’urgenza creativa. Lo dimostra il fatto che, dopo i rigorosi studi all’Accademia di Belle Arti di Roma, attratto dalle sperimentazioni d’oltralpe abbandonò l’Italia e si trasferì nella capitale francese. Così facendo Boille si sfilò dalla diatriba politicizzata che vedeva contrapposti gli astrattisti ai figurativi e che stava galvanizzando la scena culturale italiana del secondo Dopoguerra.
Come ricordato dalla curatrice Silvia Pegoraro, Boille fece una scelta coraggiosa ed eretica. Non certo per sottrarsi all’impegno militante ma per andare incontro a quella via terza, la via informel parigina, che sentiva intimamente più vicina a sé. Una pittura quella informale, altra – per dirla con Michel Tapié che fu uno dei suoi maggiori estimatori – che si svincolava completamente da un referente oggettuale esterno, rifiutando di essere mimesi della realtà, e che mettendo la materia pittorica stessa, anche bruta e informe, in quadro.

Per Boille si trattava di tentare un superamento della pittura ed una sublimazione del linguaggio pittorico tradizionalmente inteso, andando oltre le dicotomie storiche, per fare proprio un discorso più emozionale e a tratti trascendentale della creazione e della ricezione dell’opera d’arte. Una ricerca quella di Boille, non del tutto estranea né a certe fascinazioni surrealiste né ad alcune istanze gestuali dell’espressionismo astratto americano. Ed è proprio la gestualità segnica a prendere il sopravvento nelle tele del Boille più maturo, fino a diventare scrittura nervosa e grafismo filamentoso, in un gioco di sottili cromatismi via via sempre più autografi e originali. Opere quelle di Luigi Boille, in cui non del tutto estranea è anche la poetica spazialista dell’amico Lucio Fontana, con cui condivise il rovello sulla questione dello spazio: inteso come luce, vuoto, silenzio.
Negli anni Sessanta Boille è di fatto partecipe nella scena internazionali, parte di quella che Crispolti ha definito la nebulosa informale. Lo dimostra la sua presenza ad esempio all’International Festival Osaka/Tokyo del 1958 come al Guggenheim International Award del ’64, o alla Biennale veneziana del 1966. Paradossalmente però al suo rientro in Italia nel 1967, Boille si ritrovò isolato dai circuiti delle gallerie e dal panorama artistico italiano – ormai dominato dall’Arte Povera e dal Minimalismo – e proseguì la sua ricerca, solitaria e di stringente coerenza. La personale retrospettiva lui dedicata alla Galleria Pizzinato di Pordenone ­– con oltre 140 opere esposte provenienti dall’Archivio romano dell’artista­­ – si propone di metterne in luce l’opera misconosciuta e tentare una debita ricontestualizzazione critica.
Giada Centazzo
mostra visitata il 26 giugno 2016
Dal 12 giugno al 02 ottobre 2016
Luigi Boille. Il segno infinito.
Galleria Armando Pizzinato
viale Dante 33, Pordenone
Orari: da mercoledì a domenica dalle 15.00 alle 19.00
Info: attivitaculturali@comune.pordenone.it

Podenonese, vive e lavora in Friuli. Storica dell'arte per formazione, tra i filoni di ricerca di maggiore interesse, la storia della critica d’arte e dell'editoria specializzata, i gender studies applicati all’arte e le sinergie tra letteratura ed arti figurative. In qualità di operatore culturale freelance, collabora con enti pubblici e privati nello sviluppo di progetti culturali con particolare riferimento alle arti visive – cinema, fotografia ed arte contemporanea in primis – e alla valorizzazione e promozione del patrimonio storico-artistico. Al pallino per la scrittura unisce la passione per la fotografia di scene e di eventi.

Articoli recenti

  • Progetti e iniziative

Allo Spazio SLAP di Milano c’è una mostra in cui si scompare nella luce

SLAP Spazio Lambrate Arti Performative ospita una mostra immersiva che, tra luci e suoni, invita a scomparire: le opere di…

15 Gennaio 2026 20:10
  • Attualità

In Iran chiudono anche le gallerie d’arte, tra proteste e blackout

Nel clima di repressione e incertezza che attraversa il Paese, numerosi spazi culturali scelgono di chiudere, tra timori per la…

15 Gennaio 2026 19:05
  • Mercato

Basquiat vs Klimt: una sfida fra titani nel mercato dell’arte degli ultimi 20 anni

Un esperimento comparativo tra Jean-Michel Basquiat, considerato il benchmark del contemporaneo, e Gustav Klimt, fresco di record da $ 236,4…

15 Gennaio 2026 18:49
  • Progetti e iniziative

L’arte contemporanea varca le soglie del carcere di Bologna: il progetto di Anila Rubiku

In occasione di ART CITY Bologna 2026, l’arte contemporanea attraversa le mura Casa Circondariale Rocco D’Amato, con il progetto di…

15 Gennaio 2026 18:01
  • Mostre

Le mostre da non perdere a gennaio in tutta Italia

L’appuntamento mensile dedicato alle mostre e ai progetti espositivi più interessanti di prossima apertura, in tutta Italia: ecco la nostra…

15 Gennaio 2026 17:40
  • Musei

Il New Museum di New York è pronto a riaprire, con spazi raddoppiati

L’ampliamento firmato da OMA raddoppia la superficie del New Museum di New York, che riaprirà nel marzo 2026 con una…

15 Gennaio 2026 14:12