L’impatto emotivo del rosso, la malinconia del verde, l’inquietudine del viola. Emozioni cromatiche entrano con forza a far parte di una ritrattistica che concede grande spazio al colore, disteso in ampie campiture. Volti e corpi di persone comuni emergono appena; in essi ci si può riconoscere universalmente. Non una somiglianza somatica, ma sentimentale, psichica.
L’intreccio tra la rappresentazione della figura umana come ritratto frontale e il monocromo, è la peculiare sintesi compiuta del recentemente scomparso Gabriele Mattera (Ischia 1929-2005). Sintesi che si può osservare nei cicli come Bagnanti e Uomini rossi, che occuparono gran parte delle sua carriera, ora visibili in trenta grandi tela ad olio a Palazzo Pretorio, nella città medioevale fortificata di Cittadella.
Si viene accolti da due grandi pannelli tra cui Uomo tra gli alberi (1987), “nudo” appena accennato tra un turbinio di pennellate viola e rosa. Bagnanti tra le rocce, del 1973, è invece una pittura tonale di gialli ocra, anti-retorica: corpi di anziani privi di plasticità si confondono immobili con il liquido che fa da sfondo.
Bassa marea (1980-81) è un rettangolo di tramonto essenziale in cui si distende in scorcio una diafana figura solitaria a pelo d’acqua, mentre in Un lampo di luce la luminosità evocata dal titolo fa risplendere tutte le tonalità di rosso nella lettura di ogni singolo colpo di pennello, a comporre un piumaggio movimentato di riverberi.
In Uomini rossi è riconoscibile il ritratto dello stessa persona, priva di particolarità somatiche, ma inondata e intrappolata da quello stesso rosso che la determina e la rende viva. Mattera non identifica i singoli uomini ma i possibili colori dell’animo umano. E’ la persona che cerca e non quella persona.
Una ricerca difficile che porta ad una con-fusione tecnica e spirituale tra figura e sfondo, tra emozione e colore.
La signora con l’abito verde (2004) è un inquieto accordo di verdi appena tracciati da essenziali linee di rosso fuoco, mentre il volto scompare in un intimismo privo di identità. Un carattere decisamente vicino agli impulsi dell’action painting distingue l’accattivante Uomo in giallo (1996-97) quasi uno “schizzo” di figura a pennello sullo sfondo vivacissimo di giallo.
L’intimismo pittorico di Mattera è sintetico ma di forte emotività per l’indiscusso governo cromatico che non abbandona le figure ad una malinconia assoluta, ma le aggrappa sicure ad una forte vitalità riflessiva.
giacomo malatrasi
mostra visitata il 23 ottobre 2005
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