Se il Sud Italia nel corso del tempo sta assumendo una posizione di bilico nel mondo dell’arte, con il rischio di una pericolosa emarginazione culturale, va però sottolineata l’esistenza di attività volte ad animare questa situazione stagnante. Su questa scia si pone l’associazione culturale Amnesiac Arts di Potenza, che da un paio di anni vuole farsi notare come centro di diffusione dell’arte contemporanea nel meridione. Questa voglia ha portato l’innaugurazione del nuovo spazio espositivo con personale del giovane artista tedesco Heinrich Gresbeck, attivo da qualche anno nei circuiti italiani. L’iniziativa, inserita all’interno del convegno CILAP-EAPN Basilicata, vede attivo un gruppo di giovani organizzatori (Massimo Lovisco, Luigi Telesca, Marisa Santopietro, Nicola Rosa, Gabriele Santagata) interessati a dare segnali di nuovi fermenti culturali con esposizioni, dibattiti e workshop.
Il numeroso pubblico unitosi alla manifestazione si è visto provocare attraverso alienazioni e straniamenti video. Ricorrendo all’occultamento, l’artista si contrappone al bombardamento di immagini dell’attuale cultura massmediale. Lavorando su porzioni di video già esistenti, Gresbeck sceglie così di non mostrare intere parti delle riproduzioni, forzando la nostra concentrazione su singoli dettagli isolati e posti in evidenza. I video proposti obbligano a dare nuovo significato ai codici percettivi. Partendo da seraphim (proiettato su due monitor sapientemente istallati per l’occasione al termine di un corridoio buio), dove la sorridente figura di Edward Norton (tratta da American History X), bloccata in un mini-loop ossessivo accompagnato da una ritmica ridondante, si staglia da uno sfondo lampeggiante che violenta la vista, impedendo di scavare a fondo ciò che scorre sotto gli occhi. O come memorie di una testa tagliata, dove si ritrova la stessa tecnica della cancellazione, ripresa amatoriale di una spiaggia dove una piccola bagnante divide in due parti il video. Solo una porzione di spiaggia risulta visibile mentre il resto è celato dal bianco
Un evento che vuole essere un messaggio diretto su come il Sud, là dove c’è voglia di fare, ha forze e possibilità per inserirsi nel dibattito artistico dei nostri giorni.
edo grandinetti
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