Attraverso un percorso eterogeneo, che spazia dalla fotografia al video, all’installazione sonora, venti artisti propongono un’indagine sul concetto di luogo nelle sue diverse concezioni storico–culturali. Padova, Venezia e Belluno le città che ospitano l’esposizione.
Tra le ricerche fotografiche spicca per qualità del progetto la sequenza fotografica Aspetta il mare della veneziana Benedetta Panisson (Venezia, 1980) che propone un dialogo visivo e ideale tra l’artista e il mare, originale e silenzioso. La sequenza, composta da sedici fotografie, rappresenta, per usare le parole dei curatori in catalogo, “un rito naturalista, fatto di inchini, di prostrazioni, di gesti ambivalenti, che da un lato significano rispetto e gratitudine e dall’altro soggezione ed obbedienza.” Martina Favaro (Mirano, Venezia, 1978) si distingue con le sue foto in bianco e nero per profondità di espressione. I luoghi non comuni delle foto della Favaro sono quelli dell’immaginario e dell’immaginabile, dove si percepiscono le situazioni e le atmosfere ma mai i volti dei personaggi ritratti che rimangono indefiniti e privati.
Estevan Bruno propone una serie di scatti di spazi anonimi e in disuso, caratterizzati da un tempo particolare, quasi fermo. Come viene spiegato in catalogo, “questo tempo è sublimato e bloccato in una unica azione che trova la sua natura in uno spazio scenico ridotto ad uso e consumo dell’osservatore”.
Il giovane triestino Massimo Premuda (Trieste, 1978) propone nel suo video Trieste – eight literary existential itineraries una lettura in chiave ironica della sua città ispirandosi a otto scrittori del Novecento che hanno conosciuto Trieste. Valentina Ferrarese realizza invece nel video One day free taxi una serie di interviste sul concetto di confine. Gli intervistati provengono dai paesi dell’Est Europa, luoghi dove molto spesso il “luogo comune” diventa, appunto, “luogo non comune”, a causa delle faide dovute alla difficile convivenza tra etnie diverse. In cambio dell’intervista viene offerto un viaggio in taxi gratuito.
Chiglia : e : Remi, alias Marco Mioli e Stefano Zatti, riflettono sul tema con un’installazione sonora.
anna defrancesco
mostra visitata il 16 luglio 2005
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