La personale è la prima in Italia dopo l’omaggio che gli ha dedicato l’anno scorso il PAC – Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano, e nonostante i non immensi spazi della galleria veronese riesce a far emergere alcuni tra gli aspetti più efficaci della ricerca dell’artista, anzitutto l’interesse per il genere umano, sviscerato in tutte le sue sfaccettature più crude: solitario, talvolta sgraziato, teso verso la ricerca di qualcosa, ossessionato da se stesso, oppure intento a colloquiare. Tra sagome polimateriche e proiezioni destabilizzanti, emerge un panorama teso verso una pratica di tutti i media. Pittura compresa. Difatti in mostra compaiono dipinti di grandi dimensioni, caratterizzati da pennellate nervose e squarci improvvisi su microanimazioni intrappolate nella patina pittorica. Volti di donne, talvolta incompiuti e tracciati in modo quasi elementare, volti fissi che scrutano gli astanti, tra provocazione e ricerca di un dialogo muto. In ogni caso impenetrabile. Tale è anche il titolo scelto per questa mostra curata da Danilo Eccher: “Denouement”, che dovrebbe richiamare l’acme di una narrazione per parole o immagini. Emerge in ogni caso una realtà condizionata senza retorica dalla tecnologia e, senza soluzione di continuità , un processo tecnologico influenzato dalla realtà .
Nonostante tale complessità , l’analisi basilare della psiche umana rimane uno dei maggiori intenti del maestro americano, entrato negli onori della cronaca sin dagli anni Novanta, quando David Bowie lo volle per un suo concerto, dove propose anche una performance. E questo evidenzia l’interesse per un utilizzo liquido di tutti i media, adoperati con disinvoltura, come disinvolti sono i passaggi apparentemente poco immediati tra oggetto e finzione, tra proiezione e realtà tangibile e materiale. Allo stesso tempo ossessivi sussurri e inquietanti grida scandiscono il passo dello spettatore all’interno dello spazio espositivo di FaMa, evocando l’interesse per il linguaggio e le assonanze con lo straniamento percettivo che contrassegnano spesso la malattia mentale. Tutto ciò è documentato nel catalogo edito per l’occasione, con una testimonianza critica di Eccher, una selezionata documentazione fotografica e un regesto essenziale delle sue mostre personali e collettive di un artista presente, lo ricordiamo, in prestigiose collezioni internazionali: dal MoMA di New York alla Tate Modern di Londra.
Lorenzo Madaro
mostra visitata il 17 novembre 2012
dal 29 settembre al 21 dicembre 2012
Tony Oursler. Denouement
A cura di Danilo Eccher
FaMa Gallery
Corso Cavour 25/27 – (37021) Verona
Orari: 10-13, 14.30-19.30. Chiuso il lunedì e festivi
Info: tel. 045 8030985, info@famagallery.com, www.famagallery.com
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