Teatro delle Muse
La filosofia come strumento per leggere fenomeni diffusi e spesso contraddittori della contemporaneità, tra sensibilità individuale e immaginari collettivi. Dall’8 al 10 maggio 2026, torna ad Ancona Popsophia, il festival diretto da Lucrezia Ercoli e che, da anni, sperimenta un formato ibrido tra filosofia, musica e cultura pop. La nuova edizione, ospitata tra il Teatro delle Muse, il Teatro Ridotto e la Pinacoteca Comunale Podesti, si intitolerà Melancholia, una delle tonalità emotive più pervasive del presente.
La manifestazione si inserisce nel percorso che accompagna Ancona a Capitale italiana della Cultura 2028, rafforzando il ruolo del festival come occasione di riflessione e produzione culturale. In questa prospettiva, Popsophia amplierà il proprio raggio d’azione anche nello spazio urbano, coinvolgendo più sedi e pubblici e consolidando una dimensione diffusa.
Il tema della malinconia viene affrontato come categoria storica e culturale, oltre che emotiva. Dalla teoria aristotelica della “bile nera” fino alle declinazioni contemporanee della tristezza nei social media e nella cultura digitale, Melancholia attraversa un lungo arco di trasformazioni. Se nel pensiero antico e rinascimentale la malinconia era spesso associata al genio creativo, oggi si presenta come una condizione ambivalente tra sensibilità critica e rischio di paralisi, tra esperienza individuale e costruzione collettiva dell’immaginario. Il festival indagherà queste dinamiche anche attraverso i linguaggi della cultura pop, con la malinconia interpretata come estetica condivisa, dalla musica trap ai meme, dalle serie televisive ai videogiochi, fino a forme di “sad content” che trasformano la tristezza in narrazione e spettacolo.
Cuore del programma, come da tradizione, i philoshow, format distintivo di Popsophia che intreccia riflessione filosofica, musica dal vivo e montaggi audiovisivi. L’apertura, venerdì 8 maggio, è affidata a una Ouverture filosofico-musicale dedicata al jazz, in occasione del centenario della nascita di Miles Davis e John Coltrane. Guidati da Massimo Donà e Giacomo Fronzi, e accompagnati dal Factory Jazz Quintet, gli interventi esplorano il “blu” del jazz come forma espressiva della malinconia, a partire dall’album Kind of Blue.
Sabato, 9 maggio, il festival si sposta verso la canzone italiana con Anima fragile. Filosofia di Vasco Rossi, un percorso nella dimensione esistenziale e malinconica dell’opera di Vasco Rossi, guidato dal giornalista Leo Turrini.
La chiusura, domenica, 10 maggio, è affidata a Tristezza per favore vai via. Mina, Vanoni e la malinconia, un viaggio tra le voci di Mina e Ornella Vanoni, con la partecipazione della filosofa Ilaria Gaspari, che riflette sulla costruzione emotiva e narrativa della malinconia nella canzone italiana.
Accanto agli spettacoli, il festival prevede anche una mostra immersiva alla Pinacoteca Podesti, ampliando ulteriormente il dialogo tra linguaggi e format espositivi. L’immagine dell’edizione 2026 è affidata a un’opera dello scultore Paolo Delle Monache, mentre si rinnova il patrocinio del Ministero della Cultura. L’ingresso agli eventi sarà gratuito, con una formula mista tra prenotazione e accesso libero.
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