ARWE 2026 - Art Research World Expo Accademia Albertina Installation View, Credits: Forelli Simone, BATTISTON PROFESSIONAL CONGRESS SRL (B.P.C. SRL)
Mostre, performance, teatro, danza, circo contemporaneo, workshop e conferenze animano musei, fondazioni e spazi storici torinesi, coinvolgendo ventuno scuole d’arte italiane e ventisette istituzioni internazionali provenienti da diciotto Paesi. Molti progetti sono visitabili fino all’8 giugno 2026. L’evento nasce all’interno del progetto INAR – Italian Network of Artistic Research, finanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Next Generation EU del PNRR, e propone una riflessione sul ruolo delle accademie oggi: non semplici luoghi di conservazione, ma laboratori capaci di interpretare il presente e immaginare il futuro.
Nel discorso inaugurale, il neopresidente dell’Accademia Albertina Giovanni Quaglia definisce ARWE “la risposta concreta” a una domanda che le istituzioni artistiche si pongono da anni: quale ruolo hanno nel presente? Secondo Quaglia, le accademie devono essere spazi in cui le crisi contemporanee – climatiche, culturali e identitarie – trovano nuove forme espressive. La ricerca artistica diventa così uno strumento per comprendere il mondo e, quando necessario, trasformarlo.
Al centro di ARWE ci sono soprattutto le nuove generazioni. Ogni opera, installazione o performance nasce dal lavoro di giovani artisti che scelgono l’arte come forma di conoscenza e responsabilità civile. Un messaggio forte in un momento storico in cui la formazione artistica viene ancora spesso considerata marginale.
Michelangelo Pistoletto e Stelarc: i premi internazionali
Durante la cerimonia inaugurale del 25 maggio al Cinema Massimo – Museo Nazionale del Cinema, ARWE 2026 assegna l’Albertina International Award a due figure simboliche dell’arte contemporanea: Michelangelo Pistoletto e Stelarc. Pistoletto, maestro dell’Arte Povera e fondatore di Cittadellarte, viene premiato per aver trasformato l’arte in uno strumento concreto di rigenerazione sociale e culturale, anticipando molti dei temi oggi centrali nel dibattito contemporaneo: sostenibilità, partecipazione e trasformazione collettiva. Stelarc, artista australiano di origini cipriote, rappresenta invece la dimensione post‑umana della ricerca artistica. Da decenni esplora i limiti del corpo biologico attraverso robotica, protesi tecnologiche e connessioni digitali. Celebre il suo “orecchio” impiantato nel braccio dal 2006, simbolo di una riflessione radicale sul rapporto tra naturale e artificiale.
L’Accademia Albertina tra AI, videoarte, pittura informale e performance
Il cuore della manifestazione è l’Accademia Albertina, dove gli spazi della Rotonda del Talucchi, del Salone d’Onore, del Giardino, dell’Ipogeo e della Pinacoteca ospitano opere provenienti da Algeria, Bulgaria, Cina, Egitto, Finlandia, Francia, Giappone, Grecia, India, Indonesia, Libano, Marocco, Montenegro, Oman, Polonia, Kenya e Ucraina. La Rotonda del Talucchi concentra molte delle sperimentazioni dedicate alle nuove tecnologie: installazioni immersive attraverso visori di realtà virtuale, impiego dell’intelligenza artificiale, videoarte e installazioni sonore mostrano come le nuove generazioni di artiste e artisti stiano lavorando con naturalezza e, si spera, con consapevolezza, sui linguaggi digitali.
Accanto alle opere tecnologiche emerge anche una significativa presenza di pittura informale, con richiami evidenti a figure come Burri e Fontana. Nell’aula di anatomia, invece, il figurativo assume forme visionarie e ibride, tra animali immaginari e corpi sospesi tra realtà e invenzione. Tra gli interventi più discussi della settimana c’è la performance quotidiana di Franko B, I’m thinking of you, Version 3.0, nel Giardino dell’Accademia: un’altalena performativa che mette il corpo al centro della relazione con lo spazio e con il pubblico. Dalla selezione delle opere proposte per il progetto si evince una buona comprensione e acquisizione degli stili e delle tendenze del mercato da parte delle artiste e degli artisti, offrendo una mostra di buon livello qualitativo. Il programma di ARWE si estende in tutta Torino con appuntamenti diffusi tra fondazioni, teatri, musei e spazi indipendenti.
Il valore delle accademie
Con questa nuova edizione di ARWE, proseguendo sull’onda degli ultimi FISAD – International Festival of Art and Design Schools del 2015 e del 2019, l’Accademia Albertina, guidata dal nuovo presidente Giovanni Quaglia e dal direttore Silvio Bitonti e con il coordinamento scientifico del professor Gaetano Centrone, dimostra di continuare nella direzione giusta, valorizzando i giovani artisti. Intraprendere un percorso accademico è una necessità più che una scelta: la necessità di osservare, analizzare e rielaborare le informazioni di un’epoca sempre più intricata e difficile da comprendere e accettare, restituendole attraverso un proprio filtro. L’arte, in tutte le sue discipline, offre la possibilità di preservare la libertà di pensiero e di metabolizzare la complessità, proponendo nuove interpretazioni e soluzioni.
L’artista, inseguendo la propria vocazione e natura creativa, pende dall’altra parte della bilancia, divenendo parte integrante di un equilibrio. Ecco perché un’iniziativa come ARWE è preziosa: per il suo impegno nel preservare luoghi come le accademie, vere culle della creatività. In modo che si possa investire sui giovani studenti d’arte, offrendo loro la possibilità di interagire con istituzioni, accademie e professionisti di tutto il mondo e di essere supportati in questo affascinante ma difficile percorso.
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