Categorie: Musei

Chanel sosterrà il Centre Pompidou e i suoi programmi durante i restauri quinquennali

di - 28 Maggio 2026

Mentre il Centre Pompidou ha chiuso le proprie porte per affrontare il più vasto intervento di restauro dalla sua inaugurazione, arriva il sostegno di Chanel: la maison francese ha infatti annunciato una nuova partnership della durata di cinque anni con l’istituzione parigina, garantendo un contributo economico destinato a sostenere le attività del museo durante gli anni di chiusura. L’entità della donazione non è stata resa pubblica ma, secondo quanto dichiarato da Chanel, l’accordo servirà a rafforzare il lavoro del Pompidou: «L’impegno quinquennale [di Chanel] rafforzerà il lavoro del Centre Pompidou in materia di accesso, ricerca e conservazione del patrimonio culturale, contribuendo alla tutela a lungo termine della memoria culturale», si legge in una dichiarazione di Chanel. L’importo della donazione è riservato, aggiunge un portavoce.

L’annuncio si inserisce in una fase cruciale per il museo progettato da Renzo Piano e Richard Rogers, inaugurato nel 1977 e divenuto nel tempo uno dei principali simboli della cultura contemporanea europea. La chiusura, prevista fino al 2030, consentirà un vasto intervento di riqualificazione dell’edificio, che secondo le stime riportate da Le Monde dovrebbe costare almeno 460 milioni di euro. Oltre agli adeguamenti tecnici e strutturali, il progetto punta a ripensare la funzionalità degli spazi e la sostenibilità energetica del complesso, unitamente a un miglioramento relativo all’accessibilità.

Il museo, comunque, non si ferma: prevista per il 4 giugno l’inaugurazione del Centre Pompidou Hanwha a Seoul. Ma il Beaubourg sta continuando a muoversi attivamente anche nella programmazione artistica parigina, come nel caso della retrospettiva dedicata all’opera di Hilma af Klint, in mostra fino al 30 agosto al Grand Palais (vi raccontiamo qui della partnership fra le due istituzioni), o ancora il recente annuncio della partnership con l’M+ di Hong Kong.

Centre Georges Pompidou, photo credits © Julien Fromentin

«La partnership che unisce il Centre Pompidou e Chanel è ben più di una collaborazione: è l’incontro naturale di due forze culturali di primo piano che condividono la stessa ricerca dell’eccellenza e una visione audace della creazione. Attraverso il suo patrimonio e il suo impegno nei confronti dell’arte e della cultura, Chanel incarna valori che risuonano profondamente con quelli del Centre Pompidou», ha affermato il presidente del museo, Laurent Le Bon.

Il Chanel Culture Fund, lanciato nel 2021, si muove proprio in una dimensione intermediale fra le arti, sviluppando programmi internazionali legati alla ricerca artistica e alla produzione culturale contemporanea. L’accordo tra Chanel e il museo, d’altro canto, affonda le proprie radici già nel 2019, con l’annuncio sul sito del Pompidou relativo a una collaborazione a lungo termine e, in particolare, «L’impegno quinquennale rafforzerà l’operato del Centre Pompidou in materia di accesso, ricerca e conservazione del sapere pubblico».

E negli ultimi anni il rapporto non si è solo mantenuto ma ha visto un’evoluzione che ha portato il Chanel Culture Fund, nel 2023, ad avviare insieme al museo il progetto Assemble, una piattaforma interdisciplinare pensata per mettere in dialogo architetti, artisti, designer e ricercatori in merito ad alcune delle principali questioni contemporanee, dalla crisi climatica alla trasformazione digitale, fino ai temi legati alla democrazia e allo spazio pubblico. In uno dei video di presentazione del progetto, il presidente del Centre Pompidou Laurent Le Bon definiva queste riflessioni «Linfa vitale» dell’istituzione, sottolineando come la collaborazione con Chanel mirasse a ripensare il ruolo culturale del museo nel presente.

La nuova partnership sembra dunque rappresentare un’estensione di un rapporto già consolidato. Nel 2025, inoltre, Chanel aveva annunciato un altro programma quadriennale con il Pompidou dedicato all’ampliamento della collezione di arte contemporanea cinese, che puntava a un aumento di oltre il 30% per la presenza di artisti cinesi nella collezione permanente del museo entro il 2028, attraverso un fondo di acquisizione dedicato.

Yana Peel, presidente del settore arte, cultura e patrimonio di Chanel, ha dichiarato in un comunicato: «Sulla base di anni di collaborazione, dal finanziamento di acquisizioni a programmi che abbracciano diverse discipline, rendiamo omaggio a un’istituzione che amplia costantemente i modi in cui la cultura viene prodotta, studiata e condivisa».

Due icone francesi si alleano in un momento di transizione: il museo, che con la sua inconfondibile struttura incarna da anni, a Parigi, l’idea di un’istituzione aperta e sperimentale, e l’iconica maison del lusso, che continua a rafforzare il proprio ruolo nel sistema internazionale dell’arte contemporanea.

Visualizza commenti

  • nel settore CULTURA la FRANCIA è da sempre il migliore partner della CINA
    CHANEL e VOGUE hanno capito che le DONNE CINESI sono oggi le più inflenti al mondo, forse perchè La presidente UNESCO-CINA è la FIRST LADY PENG LIYUAN, esperta di Cultura
    nel 2003 il mio progetto Culturale proposto al Ministero Culturale Cinese, era innovativo, TURISMO RELIGIOSO UNESCO in CINA-realizzato dalla FRANCIA e firmato con LOURDES dal Presidente Francese CHIRAC
    rappresento la CINA in sede UNESCO-e nel 2005 è stato PAPA BENEDETTO XVI ha invitarmi in VATICANO con gli ARTISTI for PEACE , cinesi tutti AMBASCIATORI UNESCO-progetto finanziato dal Ministero degli AFFARI ESTERI ed ospitati al Teatro dell'OPERA di ROMA
    ieri ero una delle DONNE-LEADER invitata al PARLAMENTO per la cooperazione internazionale.......la CINA 30 anni fà era meglio organizzata-loro mi avevano scelta per i FINANZIAMENTI EUUROPEI SME alle Donne Povere
    ora POVERE siamo noi

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