Un ex opificio nella Grecìa Salentina racconta una nuova idea di territorio: il caso di Palazzo Mandurino

di - 28 Maggio 2026

Negli ultimi 20 anni la narrazione della Puglia e con essa quella del Salento, ha conquistato spazio nei media nazionali e internazionali. Il territorio è entrato progressivamente nel racconto pubblico attraverso cronache grossolane ma anche e soprattutto per la sua bellezza, per la qualità della vita, per la forza dei paesaggi, per la capacità di accogliere e generare desiderio. Per molto tempo, però, questo racconto si è concentrato soprattutto sui grandi centri, sulle località costiere, sui luoghi già riconoscibili nell’immaginario turistico. In disparte sono rimasti molti paesi dell’entroterra, comunità minute e dense, custodi di storie, architetture, lingue, riti e paesaggi culturali che avrebbero meritato da subito uno sguardo più attento.

Tra questi territori c’è la Grecìa Salentina, una delle aree più identitarie del Sud: un lembo di terra che non conserva soltanto una lingua antica, il griko, ma anche un modo particolare di abitare il tempo e le relazioni. È qui che la Puglia più nota incontra una Puglia più silenziosa, meno esposta, ma ricchissima di stratificazioni.

Nel centro di Zollino, cuore della Grecìa, questa storia prende forma in un palazzo che racconta bene la trasformazione del territorio. Nato come tabacchificio, come spesso accade in questa parte di Salento segnata dalla civiltà del tabacco, l’edificio è diventato oggi un luogo di ospitalità ed eventi: uno spazio in cui la memoria produttiva del passato dialoga con una nuova idea di cultura e permanenza.

Palazzo Mandurino si affaccia sulla storica piazza San Pietro e conserva nella sua struttura la storia economica e sociale di un’intera comunità. Costruito nei primi anni del Novecento, fino agli anni Settanta ospitava nella parte inferiore un opificio per la lavorazione del tabacco, mentre il piano superiore era destinato alla residenza signorile. Una configurazione che racconta bene il volto di molti edifici dell’entroterra salentino, dove lavoro, famiglia e rappresentanza convivevano nello stesso spazio.

Il palazzo diventa così una lente attraverso cui leggere un pezzo di storia della Grecìa Salentina. La lavorazione del tabacco ha infatti segnato profondamente il territorio, generando economie, occupazione e identità collettive, soprattutto femminili. Attorno a quei luoghi si costruivano giornate, relazioni, rituali quotidiani. Oggi, nelle stanze recuperate del palazzo, quella memoria continua a sopravvivere nella materia stessa dell’edificio: nella pietra e nei soffitti, nelle proporzioni degli ambienti e nel dialogo tra elementi antichi e contemporanei. Ma Palazzo Mandurino racconta anche il contesto culturale in cui si inserisce. Zollino è uno dei paesi simbolo della Grecìa Salentina, “terra di mezzo” tra Adriatico e Ionio, luogo in cui sopravvive il griko, antica lingua di origine greca ancora parlata e custodita come patrimonio identitario. Qui le tradizioni popolari appartengono alla memoria folklorica e rappresentano ancora un elemento autentico della comunità.

È il caso della storica fiera di San Giovanni, che si svolge nella piazza antistante il palazzo e che nel tempo si è trasformata da mercato agricolo a momento collettivo dedicato alla valorizzazione dell’enogastronomia locale. Tra i prodotti simbolo compaiono il pisello nano, la fava di Zollino e la sceblasti, preparazione tradizionale riconosciuta tra i prodotti agroalimentari tipici.

E poi c’è il legame con la musica e con la cultura popolare della Grecìa. Zollino si trova infatti nel cuore di quella terra che ha reso la pizzica e la Notte della Taranta, nella vicina Melpignano, uno dei fenomeni culturali più conosciuti d’Europa. Tamburelli, ronde, danze e tradizioni musicali fanno parte di un paesaggio umano che ancora oggi definisce il carattere di questi paesi.

In questa prospettiva, Palazzo Mandurino si eleva oltre la dimensione del semplice edificio restituito al suo splendore originario: rappresenta uno dei tanti esempi di come l’entroterra salentino stia cercando di rileggere il proprio patrimonio senza cancellarne le tracce. Se è vero che accanto alle immagini più conosciute del Salento esiste una geografia meno chiassosa fatta di corti, piazze, lingue antiche e tanto altro, è anche vero che è proprio in questi spazi, lontani dalla narrazione più consumata del turismo di massa, che il territorio continua a custodire le sue storie più autentiche.

Articoli recenti

  • Mercato

Art Basel Paris alza la posta: tutte le novità dell’edizione 2026

Con 200 gallerie da 41 Paesi sotto la cupola del Grand Palais, la quinta edizione della fiera consolida il ruolo…

28 Maggio 2026 14:00
  • Mostre

Pablo Atchugarry scolpisce la spiritualità della luce: la mostra alla GNAMC di Roma

La GNAMC di Roma dedica all’artista uruguaiano Pablo Atchugarry una mostra in cui marmo, legno e metallo dialogano in un…

28 Maggio 2026 12:30
  • Arte contemporanea

Cremona Contemporanea 2026: la città come sistema culturale diffuso

Cremona si apre alla creatività contemporanea: mostre, progetti e interventi site specific attraversano palazzi storici e luoghi poco conosciuti della…

28 Maggio 2026 10:30
  • Arte contemporanea

Vicenza Arte Contemporanea apre le porte della Collezione Bonollo

L'Associazione Vicenza Arte Contemporanea avvia le proprie attività con una selezione di opere dalla collezione di Sandra e Giancarlo Bonollo,…

28 Maggio 2026 9:17
  • Mostre

“See You”: il capitolo finale della Galleria Tommaso Calabro a Venezia

Dalla celebrazione classica della musa al dubbio concettuale sulla possibilità stessa di rappresentarsi: la mostra "See you" trasforma gli spazi…

27 Maggio 2026 21:00
  • Mostre

La materia che resiste. Conversazione con Giorgio Di Michele Marisi

La galleria Sangallo Fine Art torna a riflettere sul secondo Novecento italiano con la mostra "Permanenza della materia espansa". Abbiamo…

27 Maggio 2026 18:30