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Fino al 23.XII.2017 | Ibidem, L’immagine situata | Fondazione Ado Furlan, Pordenone

di - 14 Dicembre 2017
Ultimo capitolo alla Fondazione Ado Furlan di Pordenone per la trilogia espositiva Ibidem, ideata e curata da Denis Viva e dedicata quest’anno al “L’immagine situata”. La mostra – visitabile fino al 23 dicembre prossimo – propone una misuratissima selezione di opere di Stefano Graziani e Serse: in tutto dieci pezzi tra fotografie e disegni.
Il progetto Ibidem, letteralmente dal latino “ivi, in quello stesso luogo”, è stato avviato nel 2015 con l’intento di interrogare lo stesso spazio – il white cube Casa Furlan di via Mazzini 53 – con i linguaggi dell’arte contemporanea e dell’architettura e di interrogarsi intorno allo spazio. Nella proposta di quest’anno, il ‘medesimo luogo’ cui si allude è quello frequentato ossessivamente dai due artisti protagonisti, Serse e Stefano Graziani, che vi hanno fatto reiterato ritorno – reale ed immaginario – per realizzare i due cicli di opere esposti.
Ibidem, L’immagine situata, vista della mostra
Nella serie di Serse intitolata “Geometriche dissolvenze”, protagonista assoluta è la tomba Brion di Carlo Scarpa ad San Vito di Altivole, in provincia di Treviso. Il capolavoro dell’eclettico vicentino, fu realizzato tra il 1969 ed il 1978, anno della sua improvvisa scomparsa. Il complesso funerario era stato commissionato a Scarpa dalla vedova Onorina Brion per il compianto marito Giuseppe. Il gioco di marmo, cemento, metallo e vetro, è un’esaltazione dell’amore coniugale.  I disegni che Serse ne ha tratto, con le loro rigorose geometrie e i calibrati chiaroscuri, sublimano le strutture architettoniche del mausoleo privato, e gli conferiscono un allure metafisico, che esacerba il senso di trascendenza e meditazione del luogo. I quadri di grafite su carta sono così dettagliati da raggiungere una qualità di mimesi quasi fotografica. Fino ad arrivare alle soglie dell’astrazione e del purismo formalista. Serse, come un viaggiatore romantico, ha frequentato ripetutamente la tomba scarpiana, riportando con sé schizzi in taccuini e documentazione fotografica.
Anche nella serie fotografica di Stefano Graziani “Carnac, or Alignments”, forte è la trasfigurazione operata. Graziani ha immortalato particolari del famoso complesso megalitico della Bretagna francese, luogo di culto atavico noto per l’ ‘allineamento di pietre’ . Le riprese effettuate in notturna, inquadrano e isolano porzioni di pietra interessate da aggregati di muschi e licheni. Negli scatti il sito preistorico coi suoi menhir e dolmen si trasforma in altro, emancipandosi da coordinate geografiche e storiche precise, pervenendo ad esiti vagamenti pittorici, un po’ astratto-informali. Ma conserva e sprigiona un alone misterico che suggestiona.
L’allestimento, assai rarefatto e pausato, è ulteriormente esaltato dalla decorazione bicroma delle pareti della galleria. Una chiusura in grande stile.
Giada Centazzo
mostra visitata il 30 novembre 2017
Dal 11 novembre al 23 dicembre 2017
Ibidem. L’immagine situata
Fondazione Ado Furlan,
via Mazzini 53, Pordenone
Orari: martedì – sabato dalle 17.00 alle 19.30
Info: www.fondazioneadofurlan.org

Podenonese, vive e lavora in Friuli. Storica dell'arte per formazione, tra i filoni di ricerca di maggiore interesse, la storia della critica d’arte e dell'editoria specializzata, i gender studies applicati all’arte e le sinergie tra letteratura ed arti figurative. In qualità di operatore culturale freelance, collabora con enti pubblici e privati nello sviluppo di progetti culturali con particolare riferimento alle arti visive – cinema, fotografia ed arte contemporanea in primis – e alla valorizzazione e promozione del patrimonio storico-artistico. Al pallino per la scrittura unisce la passione per la fotografia di scene e di eventi.

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