Un’opera che occupa l’intero spazio di due salette con un’inedita concezione dello spazio capace ad ospitare arte, divenendo così luogo progettuale inteso come destino dell’opera e parte integrante dell’aspetto poetico, necessario ed indispensabile alla realizzazione del pensiero. Luigi Magli, artista dall’ineccepibile curriculum e dalla ricca e notevole carriera, ha voluto che la sua installazione diventasse forma vissuta, attraverso frammenti che senza forma definitiva continuassero la loro vita nella precarietà, ma allo stesso tempo nella vitalità del movimento.
L’Opera d’arte racchiude in sé tutta la genesi e lo sviluppo del lavoro dell’artista, espresso qui come un senso della memoria e del tempo, che fa della rottura un elemento costruttivo. Opera che si mette in discussione rispetto a chi la guarda, elaborata non per esprimere un assoluto ma fatta per essere manipolata, scevra da qualsiasi dogma, tendente al segno definitivo ma allo stesso tempo negato.
Tutto ciò racchiude il senso dell’operare di Magli. Attraverso uno scardinamento del linguaggio, elementi che normalmente non trovano la loro naturale unione, qui hanno ugualmente la maniera di concatenarsi creando contraddizioni dalle quali nasce qualcosa. L’installazione attraverso i suoi frammenti e le sue sfrangiature va al di là della forma, cerca una dimensione dove questa può continuare a vivere, trasformandosi nell’insieme mediante piccole esplosioni.
Frammenti che anche se diversi si unificano grazie allo spazio che ne destina l’uso. Presenze che diventano autonome assumendo una loro logica e una loro vita. Artista dal rigore concettuale e dal forte impatto percettivo, Luigi Magli elabora elementi che trovano la loro suprema sintesi in opere ambientali ricche di suggestioni materiche e di apporti mentali.
Magli abita la pittura in una sorta di unione dei generi, installandosi dentro e fuori gli elementi della sua opera e muovendosi all’interno delle stanze del suo pensiero, che prende corpo in oggetti sghimbesci ed in spazi corrosivi.
isabella calidonna
mostra visitata il 1 aprile 2011
dal 30 marzo 2011 al 24 aprile 2011
SPAZIO AUREO – Pratica astratta di un senso
MARCA (Museo delle Arti Catanzaro)
via Alessandro Turco, Catanzaro
Orari: Da martedi a domenica, 9.30 / 13.00 – 16.30 / 20.30
Tel. 0039. 0961. 746797 e mail.
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