Il teatro è emozione, cultura, storia, rappresentazione di racconti e di persone che comunicano sentimenti, insomma è vita trasposta in scena. Il teatro di strada è qualcosa di più (per gli scettici, lasciamoglielo dire, di meno), perché è improvvisazione, è gioia di vivere ogni momento dello spettacolo sapendosi mettere in gioco, con l’intuizione di assecondare e guidare al tempo stesso i gusti degli spettatori.
La mostra d’arte contemporanea Skene 2001 è la prosecuzione figurativa della riuscita manifestazione TeatroInStrada, svoltasi a Chieri lo scorso week-end. Fissare su tela, carta, video, materiali vari le sensazioni che può trasmettere una recita, un canovaccio abbozzato non è per nulla immediato, per questo un plauso è d’obbligo ai 16 artisti invitati a partecipare alla rassegna nello spazio espositivo ‘Cornici & Design’ di Chieri.
L’arte contemporanea vede una presenza sempre più costante e qualificata del gentil sesso ed allora parliamo subito di Alieno, Cenerentola e Sipario, le opere di Cristina Mandelli, Barbara Cucchiarati e Rita Acquaviva. Alieno ormai è un titolo abusato dalla letteratura e dalla cinematografia, eppure questo acrilico su tela della giovane artista torinese trasmette in maniera assai incisiva il dramma, l’angoscia dell’uomo di fronte all’esterno, sia conscio o inconscio, reale o figurato. Una situazione imprevista, una persona sconosciuta possono provocare lo stesso turbamento che noi avremmo in qualità di alieni in un mondo nuovo o che provocheremmo a dei potenziali extraterrestri. L’utilizzo esasperato delle tonalità di rosso conferisce all’opera un senso di aggressività purtroppo molto presente nella vita quotidiana.
Più riposanti gli altri due lavori citati: Sipario regala un senso di quiete, quasi a ricordare le performance dei teatranti nei villaggi vacanze, dove alle ultime luci del tramonto i sibili dei gabbiani si confondono con le battute a ruota libera dei cabarettisti. Cenerentola è invece una video installazione che ci porta nel mondo delle fiabe e della scarpina più conosciuta dai bambini di tutto il mondo, ma anche nella realtà degli orari e delle regole da rispettare per non uscire dalla matrice che condiziona la nostra vita quotidiana e non ci permette, nel bene o nel male, di seguire istinti e sogni.
Due sono gli artisti stranieri presenti: il giapponese Takashi Sugimoto con Rana, fotografia digitale dalla dolcezza illimitata, e il parigino Benoist Chapel con una raffigurazione che esprime la supremazia dell’individuo, sul palcoscenico come nella vita, in opposizione ad ogni canovaccio precostituito.
Tra i quadri più intriganti, la striscia (1,2 m) di Dario Munciguerra, splendida tavola con maschere e personaggi che si confondono: succede a tutti di indossare dei panni non confacenti la propria personalità; si può (o si deve) evitare di comportarsi nella maniera che il ruolo sociale e familiare c’impone istituzionalmente, ovvero senza la libertà e sfrontatezza necessarie per reagire e innovarsi?
Tra gli artisti più noti che espongono, tutti con lavori particolarmente a tema, troviamo Francesco Capello, Gianni Bergamin con le sue maschere inserite in un contesto rurale e Fulvio Cavagnero, già protagonista di una mostra negli stessi spazi.
Particolarmente curiose sono le opere di Marco (un paesaggio irreale e scenografico) e Francesco Longo, un ‘trittico elettrico’ con protagoniste la diffidenza delle persone e la cortesia ‘recitata’ dei postini. Due oli su tela, infine, sono, pur nella loro diversità, affascinanti: l’iperrealismo di Ocleppo, con le sue persone impegnate in giochi d’equilibrio, e il paesaggio cartoon di Gavinelli.
All’indirizzo web www.skene.traspi.net è possibile compiere la visita virtuale di Skene 2001 e della galleria Cornici & Design, nonché ascoltare un motivo del gruppo jazz di Fiorenzo Bodrato, i Lokomotv Kanarone.
Claudio Arissone
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