Categorie: altrecittà

Fino al 26.III.2016 | Superficial | Studio La Città, Verona

di - 3 Marzo 2016
Il medium è il messaggio, diceva Marshall Mc Luhan, la superficie è il contenuto, dice Daniele Capra, curatore della mostra “Superficial” in corso allo Studio la Città di Verona. La mostra, in contemporanea a quella dedicata ai lavori di Carlo Battaglia e alla pittura analitica, a cura di Marco Meneguzzo, raccoglie una decina di lavori di tre giovani autori, Tiziano Martini, Alberto Scodro ed Eugenia Vanni. Lavori che differiscono per tipologia, tecnica e risultato, ma che condividono un’attenzione alla resa materica della superficie, per una riflessione sulla superficie non tanto come involucro, ma opera in se stessa.
La procedura è profondamente legata al caso sia nei lavori di Martini che di Scodro: il primo costruisce una sorta di imprinting materiale delle stratificazioni del suo studio, mentre il secondo affida il risultato alla fusione di materiali silicei ad alte temperature, sabbie che poi raffreddandosi cristallizzano. Frutto di un attento studio delle tecniche tradizionali sono invece i lavori di Eugenia Vanni. Parlando delle sue opere Alberto Scodro, sollecitato da Daniele Capra nel talk di presentazione della mostra, ha spiegato: «Vediamo una superficie interna all’architettura del lavoro, mentre di solito siamo abituati a pensare alla superficie come a qualcosa di esterno. Il contenitore è anche il contenuto, mi interessa portare la superficie dentro alla materia. Il tutto avviene secondo un processo che non posso controllare esattamente, che accade all’interno dei materiali silicei ed è soggetto a una certa casualità, non sempre soddisfacente. Le lastre che non mi piacciono vengono rotte e rielaborate e possono diventare sculture».

Ciò che porta alla realizzazione delle opere di Tiziano Martini che, sebbene si definisca pittore, parla dei suoi lavori come qualcosa che pittura non è, è una concatenazione di eventi. «Cerco di tenere sotto controllo questa concatenazione, ma posso farlo solo parzialmente. Le due tele esposte sono il risultato di una sorta di stampa (secondo il procedimento del monotipo) che dà un risultato unico. Le loro superfici sono di natura piuttosto organica, perché vi si raccolgono i materiali e le “sporcizie” di studio, tutto viene impresso. Il procedimento è dunque frutto di una certa casualità, non conosco in partenza l’esito del lavoro, devo monitorare il grado e il tempo di essiccamento. Ma sono molte le opere che ho distrutto».
Di Eugenia Vanni sono esposte due tele, una di lino e una di cotone, entrambe tinte a olio, con reazioni diverse, il risultato offre una sorta di ritratto del cotone sul lino e viceversa, in un procedimento che l’autrice stessa definisce metapittorico. «La storia dell’arte – ha spiegato – è un concatenarsi di eventi. Scelgo un momento storico e lo fermo». C’è per esempio un piccolo lavoro su legno, dal titolo Icona. «È stato realizzato come succedeva in passato, tuttavia ho utilizzato un pezzo di legno trovato, non scegliendo quindi la forma. Ho dato una preparazione a gesso per coprire le venature, e poi ho usato la tempera all’uovo, ma vaporizzandola, dunque usandola in maniera completamente diversa. Ciò che voglio far percepire è che la tecnica esiste in se stessa, anche senza il soggetto».
Camilla Bertoni
mostra visitata il 6 febbraio

Dal 9 gennaio 2016 al 26 marzo 2016
Superficial. Tiziano Martini, Alberto Scodro, Eugenia Vanni.
Studio la Città
Lungadige Galtarossa, 21
37133 Verona
Orari: da martedì a sabato, ore 9.00-13.00 e 15.00-19.00 (lunedì solo su appuntamento)
Info: +39 045 597549 www.studiolacittà.it

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