Il piatto forte, è il caso di dirlo è in copertina. Dove Alberto Sordi è alle prese con una gigantesca forchettata di spaghetti. Un’eccellente sintesi del tema guida del volume fotografico Spaghetti & stars – e della mostra ora ospite a Parma: una gran fame “fermata” nelle immagini catturate dalla quotidianità della vita e sui set cinematografici. A volte senza riuscire a distinguere tra verità e finzione: forse perché il piacere del piatto fumate era sì del personaggio ma insieme dell’attore.
Dopo Caffè & stars, ecco una nuova occasione d’incontro con gli artisti e il piacere del palato, esposte una quarantina di foto scelte dall’omonimo libro edito da Damiani. Anche qui l’intento è valorizzare, con gustosa ironia, alcuni caratteri della cultura italiana: la cucina sì, ma anche quella speciale tenacia del paparazzo che va inseguendo il personaggio famoso per immortalarlo in una dimensione familiare. Lontano dalla cinepresa, ma sotto il mirino della macchina fotografica.
Oppure due volte in scena, come per quel Sordi in copertina, che divora spaghetti in un passaggio indimenticabile del film Un americano a Roma (“Maccherone, m’hai provocato…”). Anna Magnani, invece, viaggia con la pasta sottobraccio, spaghetti comprati ancora a peso, nei sacchetti, con le punte arrotondate a manico d’ombrello. Sophia Loren e Van Johnson, Ginger Rogers e Charles Aznavour, Elsa Martinelli e Luchino Visconti, Marcello Mastroianni e Jean Cocteau: alcuni hanno gesti educati, attenti, altri svelano, in quell’avvicinare la bocca alla forchetta, con lo sguardo acceso, una particolare voracità. Ma mai come quella di Totò nella famosa scena di Miseria e nobiltà, 1954. E il principe De Curtis ritorna più volte, figura che evoca il bisogno stesso di mangiare antico, una fame furibonda che non riesce a quietarsi mai del tutto.
Mentre Gina Lollobrigida in più sequenze impasta la farina, matterello tra le mani.
Ma ci sono anche Peppino De Filippo e Aldo Fabrizi, personaggi di quell’Italia dal pasto in famiglia, la pasta cibo abituale, motivo primo (spesso unico) per sedersi a tavola, un’Italia oggi forse lontana tra diete, fast food, piatti anche eccessivamente discreti. Colti nell’attimo in cui stanno affrontando gioiosamente la forchettata Burt Lancaster, Charlton Heston e Sean Connery. Si mangiano spaghetti con il piatto in bilico, all’aperto, in ogni dove. David Niven cucina insieme ad Aberto Sordi. Mangiano con gusto Mike Bongiorno, Gianni Morandi, Ugo Tognazzi, Richard Gere…
E sarà magari poco estetica questa smania d’ingerire pasta, ma forse anche in questo sta il pregio della mostra e del volume: anche i divi possono essere lo specchio della vita di tutti. Qui con il piacere un po’ malinconico di ritrovare volti amati, molte persone già scomparse, altre profondamente mutate, segnate dal tempo.
valeria ottolenghi
mostra visitata 3 febbraio 2005
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