Cecilia Alemani. Courtesy of The High Line and Taipei Fine Arts Museum. Photo: Liz Ligon
Dopo la 59ma Biennale d’Arte di Venezia andata in scena nel 2022, Cecilia Alemani torna alla guida di una delle principali piattaforme internazionali dedicate al contemporaneo: il Taipei Fine Arts Museum ha annunciato la nomina della curatrice italiana come direttrice artistica della 15ma edizione della Taipei Biennial, che aprirà nel 2027 negli spazi del museo taiwanese. Nel comunicato ufficiale, il museo ha definito la curatrice italiana «Una delle voci più autorevoli del panorama curatoriale contemporaneo», sottolineando la sua capacità di mettere in dialogo indagine storica e urgenze del presente, con particolare attenzione agli artisti e ai pubblici.
Organizzata dal Taipei Fine Arts Museum dal 1998, la Taipei Biennial è oggi considerata una delle più interessanti manifestazioni d’arte contemporanea dell’Asia orientale. Nata come evoluzione di una serie di esposizioni dedicate all’arte contemporanea taiwanese avviate negli anni Ottanta, la biennale ha progressivamente assunto una dimensione internazionale, invitando curatori provenienti da tutto il mondo a confrontarsi con il contesto culturale, politico e sociale di Taiwan.
Nel corso delle varie edizioni, la manifestazione si è affermata come una piattaforma di confronto tra la scena artistica asiatica e quella globale, affrontando questioni legate alla geopolitica, all’ecologia, alla tecnologia, alle trasformazioni sociali e alle identità culturali. In un contesto regionale segnato da equilibri complessi e da rapide trasformazioni, la biennale ha svolto un ruolo importante nel rafforzare la visibilità internazionale di Taiwan e nel favorire il dialogo tra artisti, studiosi e istituzioni.
La manifestazione è organizzata dal Taipei Fine Arts Museum, primo museo taiwanese dedicato all’arte moderna e contemporanea, fondato nel 1983. Negli ultimi decenni il museo ha ospitato mostre di artisti come Cai Guo-Qiang, Ai Weiwei e Xu Bing, consolidando il proprio ruolo come uno dei principali centri per la ricerca artistica contemporanea nell’area Asia-Pacifico.
Nel motivare la nomina, il museo ha evidenziato come il lavoro di Alemani si distingua per l’attenzione alle pratiche artistiche interdisciplinari, alle commissioni site specific e alle voci storicamente marginalizzate, in particolare quelle femminili.
«La Taipei Biennial è una mostra con una storia straordinaria nella costruzione del discorso sull’arte contemporanea», ha dichiarato Alemani. «Affrontando il mio primo progetto curatoriale in Asia, mi sento allo stesso tempo entusiasta e onorata da questa opportunità. In un clima globale come quello attuale, piattaforme come la Taipei Biennial assumono un’urgenza ancora maggiore. Sono spazi fondamentali per l’espressione creativa e la resilienza culturale».
Secondo Li-Chen Loh, direttrice del Taipei Fine Arts Museum, la curatrice italiana saprà costruire «Una cornice capace di valorizzare la specificità culturale di Taipei e allo stesso tempo attivare un dialogo con le questioni globali più urgenti».
Nata a Milano nel 1977, Cecilia Alemani si è laureata in Filosofia all’Università degli Studi di Milano prima di trasferirsi negli Stati Uniti, dove ha conseguito un master in Curatorial Studies al Bard College di New York.
Dal 2011 è Donald R. Mullen Jr. Director e Chief Curator di High Line Art, il programma di arte pubblica sviluppato lungo la celebre High Line di New York. Nel corso del suo incarico ha commissionato progetti ad artisti come El Anatsui, Barbara Kruger, Simone Leigh, Faith Ringgold e Rashid Johnson, contribuendo a ridefinire il ruolo dell’arte pubblica come spazio di partecipazione e confronto civico. Recentemente ha curato la decima edizione del Max Mara Art Prize for Women, in collaborazione il Museum MACAN di Giacarta.
Nel 2022 ha curato la 59ma edizione della Biennale Arte di Venezia con Il latte dei sogni, mostra ispirata agli scritti di Leonora Carrington. L’esposizione, che riuniva 213 artisti provenienti da 58 Paesi, ha fatto registrare oltre 800mila visitatori.
In precedenza Alemani aveva curato il Padiglione Italia alla Biennale di Venezia del 2017 con Il mondo magico e diretto nel 2018 la prima edizione di Art Basel Cities a Buenos Aires. Ha inoltre guidato per diversi anni Frieze Projects a New York e collaborato con istituzioni come il MoMA PS1 e il Whitney Museum.
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