Categorie: altrecittà

fino al 28.II.2008 | Alessandro Passaro | Foggia, Paolo Erbetta

di - 8 Febbraio 2008
Paolo Erbetta, in linea con la sua coerente politica di sostegno agli emergenti locali, sceglie il supporto critico di Ivan Quaroni -che non disdegna di formulare un breve saggio su mimesi pittorica, figurazione contemporanea, allegoria, apparenza, figurativo e figurale- per tracciare il ritratto (un po’ forzato nel riconoscerlo quale originale “artista di ricerca”) di Alessandro Passaro (Mesagne, 1974). L’impianto iconografico e pittorico dell’artista salentino appare, invece, formalmente classico, sebbene un’evidente originalità sia da ravvisare nella rivisitazione in chiave pop di un figurativismo di recente matrice tedesca, senza tuttavia la pretesa di raccontare spaccati di vita quotidiana alla maniera del neorealismo anni ’90.
Passaro descrive con pennellate rapide e colori vividi un mix di situazioni che si svolgono all’aperto, spesso in piccole piscine da modesta villetta privata, in location prive di coordinate, la cui connotazione “mediterranea” è data da una luminosità tersa, abbacinante. Quasi una pittura di rappresentazione vera e propria, di mimesi, se non si guardasse alla dimensione straniante in cui si muovono i personaggi di tutte le età e condizioni sociali, assolutamente “comuni”: ambienti domestici -sale da bagno o da pranzo e living room- a cielo aperto, dove la fa da padrone l’elemento acquatico in cui appaiono immersi, come sorpresi da un imbarazzante ma piacevole allagamento improvviso. Quaroni parla di “sfratti esistenziali” ed è forse la lettura che dà il giusto peso concettuale a quell’aspetto della pittura di Passaro, in bilico tra non-sense e grottesco. Cifra stilistica che, peraltro, deve piacere molto a Erbetta, se tra i suoi artisti d’annata vi è da sempre il bravissimo e, finora, sottostimato in ambito nazionale Pierluca Cetera.
Questi addendi forniscono agli olii di Passaro quel senso d’arrendevole abbandono, di trasandatezza estetica propri anche dei personaggi: scapigliati, raffigurati senza scarpe, coi calzini arrotolati, in vestaglia e pantofole, in mutande o reggiseno, tra quelle (loro?) “cose di pessimo gusto” che piacerebbero tanto a un Gozzano contemporaneo; accanto a lavabi, water e bidet divelti, padelle in serie, dozzinali sedie da giardino o arredi in formica, sudici habitat da sfasciacarrozze, pattern decorativi ispirati a mattonelle e pavimenti dal cromatismo anni ’70.

Seppure tutti dipinti della stessa annata, sembra poter individuare due momenti distinti nella produzione ultima di Passaro. Un ciclo di opere mostra un maggior sfaldamento dell’immagine: diviene più difficile rintracciare il particolare anatomico o il dettaglio ambientale, che spesso lasciano spazio alla tela grezza e la composizione è costruita con flash di colori briosi e guazzi ordinati; ma, anche qui, la costante rimane quel “cielo in una stanza” o meglio, un cielo -grigio o azzurro- che fa da stanza. Una speciale meteopatia volta a interpretare lo stato psicologico dei protagonisti e mettere in-fuori la loro barcollante condizione esistenziale.

articoli correlati
Passaro tra i finalisti del Premio Celeste 2007

giusy caroppo
mostra visitata il 29 gennaio 2008


dal 20 dicembre 2007 al 29 febbraio 2008
Alessandro Passaro – Infuori
a cura di Ivan Quaroni
Paolo Erbetta Arte Contemporanea
Via IV novembre, 2 – 71100 Foggia
Orario: da lunedì a sabato ore 11-13 e 17-20.30; mercoledì e giovedì su appuntamento
Ingresso libero
Catalogo disponibile
Info: tel. +39 0881723493; info@galleriapaoloerbetta.it; www.galleriapaoloerbetta.it

[exibart]

Articoli recenti

  • Mercato

I record d’asta di Fratino, McKinney, Báez e Nishimura, e quello che hanno in comune

I nuovi traguardi fissati nel 2025 da quattro artisti Millennials diventano un’occasione per ripercorrere la loro carriera, dagli studi alle…

3 Marzo 2026 18:54
  • Mostre

Il Gran Teatro delle Idee: a Forlì il Barocco incontra il Novecento

Al Museo San Domenico di Forlì, “Barocco. Il Gran Teatro delle Idee” rilegge il Seicento come categoria critica ancora attiva,…

3 Marzo 2026 18:36
  • Design

Morto a 96 anni Jean Widmer: sua la firma del logo del Centre Pompidou

È morto a 96 anni Jean Widmer, figura chiave del design europeo: fu autore dell'iconico logo del Centre Pompidou di…

3 Marzo 2026 17:30
  • Premi

Careof e la nuova generazione del video: Elisabetta Laszlo vince ArteVisione 2025

L'organizzazione no profit Careof di Milano annuncia la vincitrice di ArteVisione 2025: Elisabetta Laszlo, classe 2001, si aggiudica il premio…

3 Marzo 2026 16:29
  • Cinema

Alberto Barbera riconfermato alla Mostra del Cinema di Venezia fino al 2028

Il CdA della Biennale di Venezia ha confermato Alberto Barbera come direttore artistico della Mostra del Cinema per il biennio…

3 Marzo 2026 14:18
  • Attualità

Escalation nel Golfo: negli Emirati sono state sospese le attività di musei e gallerie

Lo scenario della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran si allarga agli altri Paesi del Golfo, portando alla chiusura…

3 Marzo 2026 12:10