Il mondo onirico di Luigi Caiffa (Gallipoli, 1960) si palesa forte e chiaro sin dal primo sguardo. Un volto d’uomo viene riproposto nella stessa posa con interpretazioni coloristiche differenti, velato da un’onda anomala che ne modifica e “cristallizza” l’espressione.
Si tratta dei ritratti che aprono la personale dell’artista salentino, realizzati con una tecnica molto particolare. Caiffa parte infatti da un’immagine fotografica, che viene manipolata e successivamente stampata su carta o tela; segue poi una colata di zucchero e, una volta asciutto, ancora pittura (acrilico o olio). Il risultato sono delle immagini assolutamente ipnotiche, in cui erotismo e sensualità si mescolano all’introspezione psicologica con cui vengono “fissati” i personaggi. Queste opere sono tra le prime realizzate dal 1980 ad oggi; nel corso degli anni il suo percorso artistico lo ha portato a spostarsi a Roma e Francoforte, città tra le quali si divide tuttora, oltre alla natia Gallipoli.
Trattengono lo sguardo anche le immagini della serie Mani: gigantografie di un particolare anatomico che diventa centro focale dell’indagine artistica e assume una valenza scenografica. Forme liquide ma al contempo estremamente radicate nella materia: effetto ottenuto con sapienti manipolazioni digitali. La produzione più recente passa invece ad indagare un altro aspetto della realtà: la modernità, quella dei palazzi contemporanei e dei grattacieli, riuniti nella serie dal titolo Futura. L’intervento sulle immagini di partenza qui è fondamentale perché permette di far emergere in tutta la sua forza la tridimensionalità degli edifici. A differenza di tanti suoi contemporanei, che dell’immagine dei grattacieli hanno fatto un simbolo inquietante, Caiffa riesce a far emergere il lato affascinante del futuro, grazie al tocco plastico che attribuisce alle sue visioni.
ilaria oliva
mostra visitata il 20 agosto 2005
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