Ecco il messaggio per intero: “Yes, we can fuck you. Amen”. L’originalità sta nell’accostare l’utopia contenuta nelle celebri, forse anche inflazionate, parole di Obama, alla distopia contenuta nell’ancor più udita imprecazione. Ma, fuori dagli intellettualismi, pare di leggere l’attribuzione allo slogan americano di una volontà di annientamento dell’altro, o magari, più debolmente, una risposta scurrile e disarmata all’ottimismo progressista e fattivo americano. Niente di nuovo dal fronte orientale. E forse la sorpresa sta proprio qui: la grande Russia sta ancora a questo punto? Ancora un’altra sala dove, secondo la tecnica delle parole sovrapposte e sfasate, l’artista, in due tele realizzate anch’esse a biro, non a caso una in blu, e l’altra in rosso, dà la propria rappresentazione di cosa sia il peccato oggi. Qualcosa di indefinito appunto, dove il SIN si vede e non si vede, o magari, nella precisissima, studiata, affollata confusione geometrica delle linee si può far finta di non vedere e quindi non avere.
Un’idea tutto sommato accattivante ed attuale, ma che non sembra aprire ad un oltre, ad un interrogativo. In definitiva la retorica e il moralismo che stimolano il rifiuto al centro della mostra si rispecchiano in un’arte che è sostanzialmente critica e di poco contributo creativo. Non male l’integrazione nell’opera della componente verbale e quindi il corrispondente utilizzo della penna a sfera: strumento d’arte povera, unico mezzo a disposizione dell’artista durante il suo servizio militare, e, a gara con la matita, tramite e stimolo per scarabocchi e disegnini istintivi di tutti noi. Scelta democratica, insomma, ma anche, se si pensa che l’inchiostro è tagliato col petrolio, ulteriore denuncia al fatto che la realtà attuale – persino nel piccolo di gesti quotidiani come lo scrivere – funzioni grazie alla stessa linfa scura che giustifica le guerre.
articoli correlati:
Andrei Molodkin Milano, Nina Lumer
Andrei Molodkin, Milano, Galleria Pack
anita fumagalli
mostra visitata il 5 aprile 2011
dal 5 aprile al 28 maggio 2011
Andrei Molodkin – Sincere
Galleria Pack
Foro Buonaparte, 60 – 20121 Milano
Orario: da martedì a sabato, dalle ore 13.00 alle 19.30 (possono variare, verificare sempre via telefono)
Ingresso: libero
Informazioni : Tel +39 02 86996395;
É in programma fino al prossimo 7 giugno, a Ulassai, la seconda edizione della Biennale d’Arte Contemporanea
Oltre cento opere – tra multipli, stampe e rarità da collezione – raccontano l’eredità di Duchamp in una vendita speciale…
Il Ritratto di signora di Gustav Klimt torna alla Galleria Ricci Oddi di Piacenza, dopo il prestito per la mostra…
Il format espositivo YES, BUT debutterà a Milano durante l’Art Week 2026: il progetto porterà opere site specific in spazi…
La Biennale di Coimbra torna con un progetto che si sviluppa tra architetture storiche e interventi contemporanei, mettendo in gioco…
Isgrò, Gallizio, Fontana e non solo: fino al 21 giugno, la mostra di Fondazione Cosso riunisce opere di artisti internazionali…