Categorie: altrecittà

fino al 29.VII.2007 | Jordan Wolfson | Bergamo, GAMeC

di - 4 Luglio 2007

Una mostra in tre passi. Il primo step sorprende il visitatore nell’atrio antistante l’ingresso del museo, sotto forma di registrazione del canto di alcune cornacchie. Accorgersene non è tassativo. Secondo step, subito dopo la biglietteria, è la proiezione di un video, o meglio di una pellicola 36 mm, priva di audio. L’opera in questione, Forest From Above in Reverse (2007), rivela in Jordan Wolfson (New York, 1980; vive a Berlino e New York) uno spirito smaccatamente concettuale, che si esplicita con la citazione dei meccanismi operativi di questa corrente artistica.
Uno degli stratagemmi più diffusi in area concettuale, infatti, consisteva nel creare un cortocircuito significativo attraverso l’utilizzo tautologico di parola e immagine. La differenza in questo caso risiede proprio nel mezzo utilizzato per la presentazione dell’immagine: se per Joseph Kosuth era la fotografia, o l’oggetto in quanto tale, in questo caso è il film.
Il terzo ed ultimo step, salite le scale attraversando le altre mostre ospitate dalla Galleria, è Landscape for Fire (2007), opera commissionata e realizzata per l’occasione. La video-performance riproduce, chiaramente e intenzionalmente, l’azione ideata e realizzata dall’inglese Anthony McCall (St. Paul’s Cray, UK, 1946; vive a New York) nel 1972. La volontà di McCall era diretta alla creazione di “sculptural performances involving rectilinear grids of small fires” ( in Anthony McCall: Talks about his “solid light” films, di Jeffrey Kastner, ArtForum, estate 2004).

Per la cronaca, il tutto consiste nel filmare alcuni performer impegnati nell’atto di creare una struttura a losanga (di chiara derivazione minimal) con dei contenitori dove vengono posti dei fumogeni, in una location outdoor che per l’ampiezza ricorda i luoghi preferiti dalla Land Art.
Come definire a questo punto il rapporto tra l’opera di McCall e quella di Wolfson?
Nel caso dell’artista americano sarebbe quanto meno discutibile utilizzare (e reintrodurre) il concetto di copia, ormai vetusto, fuori moda nel linguaggio della critica d’arte e ricco di ambiguità se rapportato all’arcinoto testo di Walter Benjamin (quello del 1936, si intende). Si fa strada semmai il termine ripetizione, più volte utilizzato da Hal Foster nel suo Il ritorno del reale, ma già masticato da altri critici europei, soprattutto in abbinamento a quel “differente” di deleuziana memoria (Differenza e ripetizione è uno dei testi più famosi dell’autore). Ma come era già accaduto in altri lavori (The Crisis, 2004, ad esempio), lo spirito ironico e ludico che pervade la poetica di Wolfson spazza via i criptici intellettualismi e per la sua operazione propone l’etichetta, ben più adatta sia ai tempi che alle intenzioni, di cover.

L’artista infatti, ri-mediando la soluzione del suo predecessore pensa, a ragione, di non sminuire l’originale, ma di riportarla in auge magari, quasi fosse un tributo.

link correlati
www.jordanwolfson.org

claudio musso
mostra visitata il 20 maggio 2007


dal 9 maggio al 29 luglio 2007
Jordan Wolfson – Optical Sound – a cura di Alessandro Rabottini
GAMeC, via San Tommaso 52, 24121 – Bergamo – Ingresso libero
orari di visita: 10-13 e 15-18.45. Chiuso lunedì
(possono variare, verificare sempre via telefono)
per informazioni: +39 035399528 (info), +39 035236962 (fax), +39 035399529 (biglietteria) – www.gamec.it


[exibart]

Articoli recenti

  • Mostre

Un futurista nella classicità: le opere di Depero al Museo Bagatti Valsecchi di Milano

Fino al 2 agosto 2026, Milano accoglie un progetto espositivo assai particolare: opere della tarda produzione di Fortunato Depero esposte…

22 Marzo 2026 18:05
  • Arte contemporanea

Da ArtNoble Gallery l’uranio impoverito diventa opera: la mostra di Fabio Marullo

A Milano, Fabio Marullo in mostra da ArtNoble Gallery. Dipinti, installazioni e persino un canarino esplorano il rapporto tra uomo…

22 Marzo 2026 17:30
  • Mercato

A Milano c’è un’asta interamente dedicata all’arte della chiave

Chiavi, lucchetti, serrature, forzieri e scrigni attraverso i secoli, dal Medioevo all’Ottocento. Da Cambi Casa d’Aste, la Collezione Leopoldo Conforti…

22 Marzo 2026 14:31
  • Arte contemporanea

Prada SS26: Jordan Wolfson firma la nuova campagna

Prada torna (ancora) all’arte contemporanea per costruire il proprio immaginario visivo: per la campagna Primavera/Estate 2026, Miuccia Prada e Raf…

22 Marzo 2026 13:50
  • Arte contemporanea

Franco Farina e la poetica del riutilizzo: così la materia torna a parlare

Tra la lezione del restauro e la pratica dell'ikebana, per Franco Farina il riuso non è una provocazione ma un…

22 Marzo 2026 11:30
  • Fotografia

Other Identity #197, altre forme di identità culturali e pubbliche: Aldo Giarelli

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

22 Marzo 2026 10:30