Accostamenti e forzature
La vastità della Sala dei Giuristi colpisce il visitatore con la magnificenza del suo spazio e degli affreschi che ne decorano le pareti. L’arte contemporanea, in questo luogo, resta in secondo piano, la sua presenza sembra del tutto casuale. Come oggetti appoggiati alle pareti o dimenticati da un operaio distratto, i pezzi di Garutti, Paladino, Pistoletto e Spalletti perdono di forza, di valore comunicativo.
Ci si avvicina ai significativi “specchi” di Pistoletto, lastre di acciaio lucidate e specchianti che non riescono però nell’intento di portare l’osservatore in un altro luogo, di ingabbiarlo, di porlo di fronte ad una situazione diversa, proprio perché lo spazio circostante prevale sull’alterità creata dall’artista. L’effetto straniante non funziona, la riflessione è sussurrata, suggerita, ma non riesce a coinvolgere, proprio perché ad ogni opera esposta viene tolto il protagonismo dimensionale.
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Francesca Pagnoncelli
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Più guardo questa mostra e più mi sento serena, respiro la sacralità del posto, delle opere che sembrano volerci comunicare la loro poesia, la spiritualità dell'arte. Maria Pezzica
Si, capisco cosa vuoi dire; o, almeno, credo di capire. Mi piace come scrivi.
ciao