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fino al 3.VII.2005 | Pop Art Italia | Modena, Palazzo Santa Margherita / Palazzina dei Giardini

di - 6 Maggio 2005

Altro che Andy Wahrol, Roy Lichtenstein e pochi altri miti a stelle & strisce. La Pop Art è stato un fenomeno internazionale che ha coinvolto decine e decine di artisti, alcuni in modo totalizzante, altri, come guizzi di comete, per brevi quanto intensi periodi. La Galleria Civica di Modena, dopo aver sondato il fenomeno pop inglese, propone oggi un’imperdibile mostra dedicata alla pop art italiana. Una stagione vasta e complessa, fatta di scuole e gruppi, correnti e arcipelaghi, riportati qui –finalmente!- alla loro unità culturale. Nomi talvolta ignoti al grande pubblico, del quale, si sa, è bene spesso diffidare, tantopiù che nel percorso sono spesso proprio i lavori di dei meno conosciuti a sorprendere maggiormente.
E, a proposito di sorprese, che dire di Tre! (1949) di Gianni Bertini, lavoro che apre cronologicamente la mostra? Realizzata tre lustri prima della sua adesione al Nouveau Realisme, l’opera sembra desunta da un playfield di un flipper del tempo, di quelli ora tanto ricercati da stravaganti collezionisti. Di un decennio successivo è un’altra opera strabiliante, questa volta di Fabio Mauri. Si tratta di uno dei suoi objets achetés, scatole aperte ove sono collocati oggetti di consumo quotidiano, come le confezioni delle paste Barilla e Buitoni. Il tutto in anticipo su pratiche neo-dada come le certo meno invitanti Poubelle di Arman, ove ad essere messi in vista sono i rifiuti dello stesso artista.
L’apertura a materiali extrapittorici è del resto fattore comune a molti artisti, sia in maniera soft -come gli olii su collage di Baj (assai numerose le sue opere esposte)- sia in modo più sensibile, come negli assemblaggi di Barucchello, nelle persiane di Tano Festa, nei neon di Marotta, nelle sagome lignee di Ceroli o nei numerosi décollages di Mimmo Rotella, qui presenti finalmente in esemplari freschi del tempo, e non nell’ennesima –decotta- versione manierata.
Anche Mario Schifano è testimoniato da energici lavori sgocciolanti, pur se l’unica Coca-Cola esposta non ha quella cromia abbagliate che tutti conosciamo. Al contrario Franco Angeli (con le lupe), Festa (con i d’après Michelangelo), Pino Pascali (con le i soggetti militari) e Domenico Gnoli (con le macroscopie) rispecchiano maggiormente le aspettative. Del recentemente scomparso Aldo Mondino sono esposti due stupefacenti quadri-provocazione: l’uno riprende quel gioco da Settimana Enigmistica consistente nell’annerire taluni spazi bianchi; l’altro riprende la pratica infantile delle cornicette, e lo spettatore sembra invitato, in uno spazio quadrettato, a copiare l’infantile modello sottostante…
Come detto, anche i nomi meno noti hanno molto da dire, e da stupire. Gianni Ruffi, uno dei tre esponenti della Scuola di Pistoia, propone ad esempio delle sculture in legno tamburato dipinto ad acrilico che stilisticamente sembrano anticipare di decenni i leggeri intagli in polistirolo di Cuoghi e Corsello, mentre in un’altra opera propone un televisore sul quale è dipinto un intervallo Rai dalle cromie assolutamente pop.

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Pop Art Italia – a cura di Walter Guadagnini
Opere di: Valerio Adami, Franco Angeli, Enrico Baj, Roberto Barni, Gianfranco Baruchello, Gianni Bertini, Umberto Bignardi, Umberto Buscioni, Mario Ceroli, Claudio Cintoli, Lucio Del Pezzo, Bruno Di Bello, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Piero Gilardi, Domenico Gnoli, Ettore Innocente, Jannis Kounellis, Sergio Lombardo, Renato Mambor, Gino Marotta, Fabio Mauri, Aldo Mondino, Alberto Moretti, Adofo Natalini, Pino Pascali, Silvio Pasotti, Michelangelo Pistoletto, Concetto Pozzati, Mimmo Rotella, Gianni Ruffi, Mario Schifano, Cesare Tacchi, Emilio Tadini.
Modena, Palazzo Santa Margherita e Palazzina dei Giardini, Corso Canalgrande – mar-ven 11.00-13.00, 16.00-19.00, sab e dom 10.00-19.00 – ingresso intero euro 5.00, ridotto euro 2.50 – catalogo Silvana editoriale – tel. 059.206911, fax 059.206932 – www.comune.modena.it/galleria/popartitaliagalcivmo@comune.modena.it


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