Un uomo, col volto segnato dal tempo, percorre solitario un sentiero spoglio. Gruppi di donne intente a mestieri ormai lontani sono sedute insieme, attendendo il giorno che passa. Queste sono solo alcune delle istantenee in bianco nero di vita umile, sofferta ma al tempo stesso pacata e semplice. Sono icone di una Basilicata mutevole, bellissima, colorata, solitaria e romantica, dove la fantasia e la realtà si incrociano quelle che Aldo La Capra blocca nelle sue immagini. La retrospettiva racconta il percorso artistico e professionale dell’artista lucano, che sperimenta un “modo nuovo di vedere le cose: non più
La Capra nasce a Potenza nel 1925. Si interessa molto presto alle problematiche agricole del potentino e negli anni ’60 è impegnato nel Progetto Avigliano, un progetto di sviluppo delle comunità rurali dell’aviglianese, all’interno del quale si occupa di istruzione professionale ed assistenza destinata agli agricoltori e contadini, in un momento di grave difficoltà e abbandono delle campagne. E’ questo il periodo in cui si avvicina alla fotografia diventando fotografo professionista dal 1964 e svolgendo un
Le opere in mostra pretendono un’attenzione assoluta per l’immagine; sono appunto “icone” di colori e di particolari. Il tributo a questo importante artista lucano ben si colloca nel complesso cammino che la Provincia di Potenza sta compiendo nel sostenere l’arte, la cultura, la storia e le tradizioni del territorio. Tenendo conto che egli, gia da tempo, “aveva ampiamente compreso come l’investimento culturale rappresenta un atteggiamento strategico e fondante nei processi di crescita economica e sociale soprattutto per le popolazioni lucane“.
katya madio
mostra vista il 20 aprile 2003
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