“Anastasis”, dal greco resurrezione, è il titolo di una mostra di scultura lignea che è caratterizzata dalla continuità nel tempo e dal rinnovarsi dei misteri della fede. Sono sei le sculture esposte in una sala del Museo Diocesano di Gubbio con la volontà di far conoscere la produzione tipologica della scultura lignea e sopratutto il sentimento devozionale locale. L’insegnamento di Gregorio Magno ricorda che “la pittura può servire all’analfabeta quanto la scrittura a chi sa leggere” e tale ricerca di chiarezza coinvolgeva anche la scultura.
I manufatti lignei in mostra non hanno avuto solamente un ruolo contemplativo, ma
Dei pannelli esplicativi fanno da introduzione alle statue, esposte per la prima volta tutte insieme. Sulla sinistra della sala che ospita la mostra c’è il Cristo Deposto del Trecento. Proveniente dalla chiesa locale di San Pietro, è il pezzo più antico. La rigidità non limita l’emotività dell’espressione di sofferenza e totale abbandono. Segue, in ordine cronologico, una deposizione policroma del Quattrocento. A grandezza naturale, è forse il pezzo con maggiore potenza espressiva dell’esposizione. I tratti del volto e del corpo sono forti e accentuati; le braccia, all’altezza delle spalle, presentano segni di
daniele di lodovico
mostra vista il 20 giugno 2003
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