Icona di bellezza e perfezione, simbolo di fertilità e di potenza generatrice, la donna da secoli combatte con la sua immagine idealizzata, che fatica a trovare riscontri concreti nella realtà. “Sesso debole” -etichetta appiccicatale da una società controllata e gestita dall’uomo- è l’attributo con il quale quotidianamente si deve confrontare. Madre, moglie, amante, amica, sempre relegata in un ruolo, coltiva segretamente il suo mistero. Fertile grembo, accoglie in sé il dono della vita e nel fiorito giardino del suo animo sbocciano i sogni e le speranze dell’intero genere umano. Centro d’attrazione, al contempo, dei più bassi istinti sessuali e dei più nobili sentimenti, essa è oggi lo specchio della contraddizione e dell’ambiguità in cui sono caduti anni di lotte e di rivendicazioni per la parità dei sessi. Da Oriente a Occidente l’abisso del suo stato sociale è quasi incolmabile e la “società civilizzata”, così come l’arte, sente il bisogno, se non la necessità morale, di interpretare e di colmare quell’abisso.
Nell’ambito di Itinerario rosa, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Lecce, la Primo Piano Living Gallery propone una lettura possibile della condizione socio-culturale della donna attraverso lo sguardo di ventinove artiste, provenienti dalle più disparate culture, lungo la linea di sviluppo di un parallelismo metaforico tra la figura femminile e un giardino fiorito e misterioso.
La serata del vernissage è stata quasi interamente dedicata all’intervento di Giusy Pirrotta (Reggio Calabria, 1982) che con la performance In potenza ha indagato, attraverso un’esperienza corporea che simulava la frustrazione femminile provata in seguito al distacco forzato e violento dalla vita portata nell’utero per nove mesi, la “contraddizione esistenziale” conseguenza dello sforzo energetico prodotto dalla fecondazione e dalla gestazione. Esperienze in cui la donna dona completamente una parte di sé fino a perderla.
Come fosse un’amputazione, una pianta a cui sia stato staccato un fiore, o un fiore a cui sia stato tolto un petalo. Sulla stessa linea di pensiero, che intende la femminilità strettamente connessa al “vincolo uterino” che ne determina una condizione dolororsa, ma che ne fortifica lo spirito e ne tempra il corpo, i dipinti “simbolici” di Eeva-Leena Airaksinen (1937, Vaasa), come le trasposizioni floreali di Fosca (Napoli, 1968) e di Marie Perrakis (Grecia).
Accenti più trasgressivi e sensuali per le donne di Sophia Angelis (Piraeus, 1967) e di Milena Jovicevic Popovic (Montenegro, 1976), ulteriormente trasfigurati dall’dentità violata e dal desiderio sado-maso delle immagini fotografiche di Annalisa Sinilgardi (Modena, 1954) e dalla composizione “drammatica” di My Salomè di Roberta Fanti (Torino), che associa l’adorazione feticista del piede femminile all’immagine di purezza di una rosa bianca.
Come novella “Alice metropolitana”, che dal suo mondo fiabesco proietta un’immagine intrigante e lontana, è l’interpretazione proposta dalla Donna di picchie di Elisa Laraia (Potenza, 1973), che si contrappone alla figura grottesca che sembra uscire da una versione post-moderna del Mago di Oz della “donna spaventapasseri” di Maria Luisa Imperiali (Milano, 1958) e alle alchemiche cartomanti di Silvia De Gennaro (Chianciano, 1961).
Una congrua sezione video vede protagonista Michelle Beck (New York) con l’opera Katrina, ispirata alla fondatrice della città di Yaddo (Saratoga), Katrina Trask, la cui statua celebrativa viene trasposta come contenitore del corpo dell’artista, in un gioco di sovrapposizione di piani sequenza. Do you? di Mabel Negrete(Cile, 1973), video realizzato in esclusiva per la mostra, indaga alla ricerca di un possibile percorso per la liberazione della donna dai condizionamenti sociali o culturali imposti. Infine Karini (Piacenza), con When blood with blood is paid, sposta l’attenzione alla dimensione di profondo disagio e discriminazione vissuto dalla donna nella società musulmana irachena, che riscatta la sua condizione versando il sangue dei suoi carnefici.
francesca de filippi
mostra visitata il 10 marzo 2007
A Roma, la mostra Palpita costruisce un ambiente di luce e suono ispirato alle onde gravitazionali, dove interferometria e installazione…
In rapporto alle opere Matteo Fato, Stefano Arienti, Julia Krahn e Danilo Sciorilli prodotte appositamente, il Museo Diocesano di Milano…
L’artista irano-americana Tina Dion porta la pittura figurativa in un territorio fluido e ricco di simboli, dall'identità femminile alla diaspora:…
Le coreografie di Wayne McGregor, Jean-Christophe Maillot e Ohad Naharin entrano in repertorio alla Scala di Milano: un trittico che…
La Galleria Alfonso Artiaco di Napoli presenta due mostre di Robert Barry e Glen Rubsamen: tra i colori del linguaggio…
A New York, una delle sedi della Factory di Andy Warhol ospiterà un nuovo negozio del brand giapponese Uniqlo che,…