Categorie: altrecittà

fino al 31.III.2007 | Paola Anziché | Piacenza, Placentia Arte

di - 23 Marzo 2007

Un progetto solido che parte da un’intuizione di fondo. Giocata sull’assunto che la funzionalità espressa dalla tradizione del design moderno possa essere sperimentata sulle possibilità di adattamento del corpo umano. Per il suo ritorno in patria, dopo la formazione alla Staedelschule di Francoforte e diverse esposizioni all’estero, Paola Anziché (Milano, 1975) costruisce un tracciato di mostra completo e strutturato che coniuga il modern design e l’espressione corporea, partendo dall’elaborazione di forme di relazione fra la praticità e l’effimero negli ambienti domestici.
Con un invito funzionale al discorso, una serie di fotografie, una pubblicazione cartacea che al pari di un oggetto si modifica a seconda dello spazio e una ballerina acrobata –Coline Garcia– che compie un’azione coreografata, l’artista riesce pertanto ad individuare le caratteristiche visive e le spinte motivazionali che definiscono le molteplici espressioni di quello che lei stessa definisce il nostro living room enviroment. L’investigazione prende inizio dai gradi di convenzionalità che stanno alla base di determinati oggetti e di situazioni codificate in partenza, e si sviluppa nell’evidenziare e nel mettere alla prova lo sforzo umano in rapporto all’oggetto stesso, in un procedimento che passa attraverso il mimare posizioni e funzioni oggettuali in modo da produrre un contrasto, esprimendo una differenza fra quel che “apparentemente” il corpo umano rappresenta e quel che in realtà è.
Il concetto è semplice e complesso allo stesso tempo e si delinea a poco a poco tra le pagine che prendono spazio, le fotografie perfor mative spesse e lucide che costruiscono una dinamica dichiaratamente scultorea -nelle quali le varie posture si legano tra loro con l’aiuto della forza fisica in atto, pur lasciando trasparire una parvenza di leggerezza- e una coreografia armoniosa, vicina alla danza contemporanea, che varia a seconda della struttura spaziale e che funge da rielaborazione del tutto. La modella danzatrice si allunga, si flette, s’incastra tre le pareti aderendo perfettamente al muro, ingaggiando una tensione con il tipo di funzionalità pratica a cui si riferisce, ed entra così in comunicazione con lo spazio stabilendo un dialogo, estendendosi e diventando parte di esso. Mantenendo posizioni improbabili, il corpo si trasforma così in una scultura in continuo cambiamento -dichiaratamente effimera- e sostituendosi ad oggetti canonicamente definiti dal design, assume un’apparente funzione di sostegno. Arrivando così ad incarnare e a re-inventare non soltanto un ambiente differente, ma modificando anche la nostra percezione -spesso prettamente statica- dell’idea stessa di funzionalità.

francesca baboni
mostra visitata il 3 marzo 2007


Paola Anziché – The functional fake objects
Galleria Placentia Arte, Via Scalabrini 116. Piacenza
Tel.0523/332414 – placentia.arte@enjoy.it
tutti i giorni 16-19, escluso festivi e lunedì (possono variare, verificare sempre via telefono)


[exibart]

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