Un progetto solido che parte da un’intuizione di fondo. Giocata sull’assunto che la funzionalità espressa dalla tradizione del design moderno possa essere sperimentata sulle possibilità di adattamento del corpo umano. Per il suo ritorno in patria, dopo la formazione alla Staedelschule di Francoforte e diverse esposizioni all’estero, Paola Anziché (Milano, 1975) costruisce un tracciato di mostra completo e strutturato che coniuga il modern design e l’espressione corporea, partendo dall’elaborazione di forme di relazione fra la praticità e l’effimero negli ambienti domestici.
Con un invito funzionale al discorso, una serie di fotografie, una pubblicazione cartacea che al pari di un oggetto si modifica a seconda dello spazio e una ballerina acrobata –Coline Garcia– che compie un’azione coreografata, l’artista riesce pertanto ad individuare le caratteristiche visive e le spinte motivazionali che definiscono le molteplici espressioni di quello che lei stessa definisce il nostro living room enviroment. L’investigazione prende inizio dai gradi di convenzionalità che stanno alla base di determinati oggetti e di situazioni codificate in partenza, e si sviluppa nell’evidenziare e nel mettere alla prova lo sforzo umano in rapporto all’oggetto stesso, in un procedimento che passa attraverso il mimare posizioni e funzioni oggettuali in modo da produrre un contrasto, esprimendo una differenza fra quel che “apparentemente” il corpo umano rappresenta e quel che in realtà è.
Il concetto è semplice e complesso allo stesso tempo e si delinea a poco a poco tra le pagine che prendono spazio, le fotografie perfor
francesca baboni
mostra visitata il 3 marzo 2007
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