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Fino al 31.X.2015 | Art and Food Valley | Galleria RezArte Contemporanea, Reggio Emilia

di - 19 Maggio 2015
Cibo artistico per menti anticonformiste alla Galleria RezArt Contemporanea di Reggio Emilia dove 23 artisti espongono le loro opere ispirate ai prodotti dei Consorzi Dop che fanno parte del distretto territoriale emiliano denominato Food Valley. Non a caso la mostra, a cura di Chiara Canali, si intitola “The art of Food Valley” e si propone come una riflessione artistica e un omaggio alla cultura gastronomica di eccellenza. L’Expo milanese è stata un’occasione da cogliere per divulgare in tutta Italia esposizioni sulla tematica del cibo ma, come scrive la curatrice nell’elegante catalogo della mostra “il cibo e i prodotti alimentari hanno da sempre ispirato gli artisti nel creare immagini che esprimono la ricchezza della terra e dei riti alimentari e l’inevitabilità della vita che passa”. Il cibo agisce e ha agito non solo sul corpo dell’uomo, ma anche sullo spirito e sull’immaginazione e ciò viene testimoniato dalle numerosissime opere ispirate agli alimenti realizzate nel corso dei secoli. Gli artisti coinvolti nel progetto “The Art of Food Valley” hanno dato vita a lavori significativi dove ogni senso può percepire nuove sensazioni, associarle e scinderle non solo con l’aiuto della fantasia ma anche grazie alle tradizioni culinarie che riflettono una cultura gastronomica conosciuta ed apprezzata in ogni parte del mondo. Utilizzando tutte le forme e le tecniche espressive, dalla pittura alla scultura, dall’installazione al video, dalla fotografia alla performance gli artisti hanno rielaborato, scrive la Canali “l’idea dell’alimento attraverso forme retoriche consolidate nella storia della pubblicità, con una tendenza all’accentuazione della carica ironica o dissacrante”.
Così lo zampone di Modena IGP diventa strumento di ritualità liturgiche e sacrificali nell’installazione Un corpo scelto di Giovanni Gaggia, mentre la performance Sweet Heart di Loredana Galante gioca sull’ambivalenza del termine ricetta consegnando al fruitore vasetti di marmellata con etichette “speciali” appositamente ideate. Stefano Foresi e Mr Savethewall recuperano icone della storia dell’arte del passato e le riattualizzano in chiave ironica. In questo modo la Venere di Botticelli fluttua sulla sagoma di un tortellino bolognese (Tortellinol’ombelico di Venere), la Madonna del Collo lungo di Parmigianino abbraccia un prosciutto crudo di Parma (Oh, my Good) e il Parmigiano Reggiano diventa il protagonista dell’opera Vero italiano, una vera e propria ode che richiama poesie classiche d’amore come quelle di Catullo. Carlo Cane riprende la forte espressività del Rinascimento ferrarese di Palazzo Schifanoia inserendo ciliegie di Vignola in una composizione dal sapore sublime e visionario (Trionfo). Un linguaggio metaforico è presente sia nelle raffinate opere Lo stesso pensiero e Fidanzamento ufficiale di Vanni Cuoghi che fanno parte di un corpus ispirato a ricette del famoso chef  Francesco Sposito, sia in opere delicate e particolareggiate come Connubio di sapori di Savina Lombardo che, assieme alle nitide e rigorose fotografie Avia Pervia di Laura Simone, omaggiano l’aceto balsamico tradizionale di Modena.

In Tree of life di Silvano Scolari il concetto metaforico della vita si concretizza in una fertile chioma di una giovane donna da dove nasce ogni tipo di frutta. La metafora diventa caricaturale e sarcastica in Affettazione liturgica di Enrico Robusti che materializza il culatello di Zibello in una vera e propria satira sociale e nelle WBH series di Desiderio che, con intonazione grottesca, testimoniano manie perverse e intonazioni grottesche. Corrado Bonomi e Antonella Mazzoni, entrambi protagonisti della corrente del “Concettualismo ironico”, espongono rispettivamente A olio e sott’olio che mostra un’arte vicina all’immaginario ludico dell’infanzia e L’arte moderna genera l’arte contemporanea: natura morta con teschio da Cezanne che dimostra in 3D come l’arte contemporanea sia figlia di quella moderna. Questa vena concettuale ironica diventa operazione metalinguistica in Claudio Destito che divide la parola mortadella anteponendovi la prima parte alla seconda (Della Morte) e collega la forma a ciò che nell’immaginario collettivo richiama una bara. Anche Alberto De Brau dimostra di possedere sensibilità ironica e concettuale reinventando il soggetto come nel cumulo di uova che diventa Culinary Dreams e nei tre prosciutti che vengono definiti Le tre grazie. Meccanismi pubblicitari vengono, invece, ripresi da Francesco De Molfetta che plasma in scultura la testa di un maiale e ne raffigura sulla superficie i prodotti derivati (La PORC-cellana) e da Andrea Francolino che partendo dal packaging della pasta Barilla demistifica miti iconici che li propagandano (Dove c’è Barilla c’è casa; Farfalline). Paolo Ceribelli omaggia la Pera dell’Emilia Romagna IGP con un gesto ossessivo di posizionamento di soldatini ammassati e schierati sulla tela dando forma a ironici bassorilievi (Pera). Paesaggio di Simone Racheli è un’opera scultorea che ritrae un osso scarnificato che ha rimandi surreali come Dopo il diluvio di Annalù, anche essa un’opera che ha sicuramente del surreale ma crea nuove realtà e mondi sospesi in una metamorfosi continua tra lo stato liquido dell’olio Extravergine di Brisighella e la matericità del vetro. Soave il lavoro – dedicato al mirtillo nero dell’Appennino modenese – di Matilde Domestico per il disegno realizzato con piccoli punti metallici in acciaio che si unisce alle parole poetiche di Emily Dickinson. Una grafica che rimanda al costruttivismo russo del secolo scorso è la progettazione dell’etichetta del Gutturnio superiore di Ester Grossi che produce una “suspence” metaforica. E le spighe di grano che stringe tra le mani un giovane sono metafora di abbondanza ma anche di sperimentazioni genetiche nell’opera scultorea L’assedio – in marmo statuario di Carrara – realizzata da Michelangelo Galliani. La molteplicità dei linguaggi espressivi utilizzati è rappresentativa della complessità delle indagini su una tematica che è semplice sono in apparenza.

Silvia Bonomini
mostra visitata il 18 aprile 2015
Dal 18 aprile a al 31 ottobre 2015
The Art of Food Valley
Galleria RezArte Contemporanea
Via Emilia Ospizio 34/D – Reggio Emilia
Info: www.galleriarezarte.it

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