Infinite contaminazioni contemporanee, per un “segno” largo o quasi impercettibile, gestuale o “architettato”, riportato o ricalcato, “animato”, serigrafato o fotocopiato, digitalizzato, colorato o monocromo, in “Spazio Aperto al Disegno”, mostra ideata da Dede Auregli per la GAM di Bologna e curata a Bari da Ludovico Pratesi e Costantino D’Orazio, ben riassunta nel catalogo arricchito da interviste agli artisti. E ben vengano le iniziative “itineranti”, quando i nomi proposti sono giovani di qualità, come Stefano Arienti, Sergia Avveduti, Alvise Bittente, Giuseppe Caccavale, David Casini, Cuoghi Corsello, Elisabetta Di Maggio, Emanuela Ligabue, Federico Maddalozzo, Eva Marisaldi, Sabrina Mezzaqui, Alessandro Pessoli, Alessandro Pessoli, Stefano Ricci, Gian Luigi Toccafondo, Leonardo Pivi, Alessandra Tesi, Paul Thuile.
Propone un disegno non d’artista, la performance di un comune parrucchiere ritratta dall’unica pugliese in mostra, Sarah Ciracì o un’illusione ottica, tra spazio reale e illustrazione del reale nello stesso spazio, il ricercato pretesto fotografato da Paul Thule. Bianco/nero per l’architettura “indisciplinata” di Sergia Avveduti o per il disegno “sinopia” di Giuseppe Caccavale: spolvero inteso come opera d’arte “precaria”. “La manina morta assolutamente a mano libera…” è il divertissemant linguistico e grafico di Alvise Bittente come ironici sono i “colti” e incerti grafismi di Leonardo Pivi. Due letture opposte – è lo stimolante gioco proposto dall’esposizione – il segno che “galleggia nell’aria” di Sabrina Mezzaqui e quello tutto “femminile” di Eliabetta Di Maggio, pazientemente elaborato nel tentativo di “disegnare” il vuoto, intagliando 7 metri di carta velina: un lavoro “in levare” e non il tradizionale lavoro “in aggiungere” (Costantino D’Orazio).
Se il disegno è nei
Ma il disegno si muove, prende vita o si dissolve nei tre video in mostra. Per Cuoghi-Corsello protagonista è Suf, una bambina-writer, un “cartone animato” che a sua volta disegna… Molto più stimolanti, in sequenza, i video di Eva Marisaldi e Alessandro Pessoli: ci invitano in spazi onirici differenti, il primo distensivo, l’altro inquietante. “Cukcoo”, della Marisaldi, è un immaginifico mondo incantato, fatto di alberi, barchette, soldatini, architetture gotiche, disegnate e
Ritorna il disegno nella sua integrità. Materializza incubi, e niente è più attuale.
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giusy caroppo
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...informarsi sul lavoro degli artisti è doveroso da parte di chi si occcupa di recensire. Sminuire e spendere una sola parola sulle opere in mostra è solo un peccato! nonostante sia una collettiva e con nomi di un certo rilievo e giovani interessanti ed esordienti.
Credo sia più facile perdersi in fiumi di parole, piuttosto che riassumere tutto in una sola.
Lasciami comunque libera di decidere cosa approfondire: si fa "critica" e non solo "cronaca".
Giusy Caroppo