Categorie: altrecittà

Fino al 6.I.2014 | Zurbarán (1598-1664) | Ferrara, Palazzo dei Diamanti

di - 20 Settembre 2013
Celebrato in patria come el Carabagio español per il suo modo esemplare di plasmare volumi tramite forti contrasti chiaroscurali, Francisco de Zurbarán (Fuente de Cantos, 1598 – Madrid 1664) è stato uno dei grandi maestri del Naturalismo iberico assieme a José de Ribera e Diego Velázquez. Nelle sale di Palazzo di Diamanti sono esposte circa cinquanta opere del celebre artista, provenienti da collezioni pubbliche e private europee e americane, per ripercorrerne la carriera dalle prime grandi committenze ricevute a Siviglia fino agli ultimi anni della sua vita, trascorsi alla corte imperiale di Madrid accanto all’amico Velázquez.

Numerosi i capolavori in mostra, come il San Serapio (1628) del Wadsworth Atheneum Museum of Art di Hartford, sapientemente scelto da apertura del percorso espositivo. Il candore abbacinante delle vesti del santo, la sofferenza composta del suo volto durante il martirio, la monumentalità del suo corpo che si protende nello spazio quasi oltre il limite della tela, incantano e introducono magistralmente alla poetica e allo stile di Zurbarán. Clamoroso il San Francesco (1635c.) proveniente dal Milwaukee Museum of Art. Come nella visione che fu di Papa Nicolò V, Il santo si mostra in piedi, con i segni delle stigmate ben in evidenza e stringendo tra le mani il più classico dei simboli del memento mori. Il soggetto religioso resta il suo preferito, anche quando si dedica al genere delle nature morte, intrise di simbolismo. Con il suo stile asciutto ed essenziale, il realismo rustico, colmo di quotidianità e semplicità umana, in poco tempo Francisco de Zurbarán si afferma come il migliore interprete della religiosità controriformista della Chiesa spagnola. Simili a eleganti cortigiani e dame civettuole, i santi e i protagonisti biblici tornano ad avere fascino e acquistano personalità agli occhi dei fedeli, che ne riconoscono però il misticismo e la sacralità grazie alla luce, segno universale della presenza divina. Così, la Sant’Orsola (1635 c.) di Palazzo Bianco di Genova e la Santa Casilda (1635 c.) appartenente alle collezioni del Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, si offrono alla sguardo e alla venerazione dei fedeli, irrompono dal buio del fondale avvolte nei loro tessuti pregiati, resi da Zurbarán con estrema minuzia e maestria.
Giunto alla corte di Madrid intorno al 1635, ha l’occasione di entrare in contatto con le nuove tendenze del barocco madrileno, che lo portano a schiarire e addolcire le scelte cromatiche, attenuando il tenebrismo chiaroscurale che lo aveva contraddistinto fino a quel momento. La sua pittura diviene così ancor più popolare, superando i confini europei e conquistando il Nuovo Mondo. Riuscirà la divina luce spagnola a uguagliare e addirittura sovrastare i successi delle precedenti mostre dedicate a Klimt e a Modigliani? I presupposti sembrano esserci tutti.
Leonardo Regano
mostra visitata il 14 settembre 2013
Dal 14 settembre 2013 al 6 gennaio 2014
Zurbarán (1598-1664)
mostra a cura di Ignacio Cano con la consulenza scientifica di Gabriele Finaldi
Ferrara, Palazzo dei Diamanti
Corso Ercole I d’Este, 21 – 44121 Ferrara
Orario: Aperto tutti i giorni, feriali e festivi, lunedì incluso:
9.00-19.00 orario continuato. Aperto
anche 1 novembre, 8, 25 e 26 dicembre, 1 e 6 gennaio

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