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Fino al 6.IX.2015 | Desiderio | L’Arca, Teramo

di - 28 Giugno 2015
Basta dire «Io desidero», per rendersi conto che tutti – proprio tutti – abbiamo pronunciato questa frase almeno una volta nella vita. Perché il desiderio porta verso l’altro e verso l’altrove, irrora la conoscenza, alimenta le emozioni, rappresenta la spinta del «folle volo», la realizzazione del sogno quanto tacciono il possibile, il necessario, la ragione. La mostra Desiderio, a cura di Arianna Rosica e Damiano Gullì, in esposizione fino al 6 settembre 2015 nello spazio de L’ARCA | Laboratorio per le arti contemporanee di Teramo, affronta proprio questo tema: il desiderio quale «concetto universale, una nozione che eccede ogni misura e si fa misura stessa della contemporaneità», come scrive Camille Dumoulié. Lo spazio de L’Arca, diretto da Umberto Palestini, disegna un percorso lungo questa spinta emotiva e lo fa accogliendo lavori di artisti storici che dialogano con giovani talenti: possibilità molteplici di un desiderio – appunto – che prende forma, sperimenta materiali diversi, gioca con gli spazi e le pareti. Una mostra che incuriosisce e che, sin dalla prima sala, ti accoglie per ricordarti che la parola «de•si•dè•rio» non è soltanto un «sostantivo maschile», piuttosto è carne che affonda le mani nel «sentimento di ricerca appassionata o di attesa del possesso» per soddisfare un «bisogno», una «necessità».

Gli artisti presenti in mostra rispondono dunque a questo richiamo, offrono la loro personale interpretazione della spinta creativa che punta lo sguardo sul sociale oppure conduce verso un ulteriore ripiegamento: i gesti non fatti, le parole ancora non dette, i lanci verso il vuoto.
Nelle varie sale, lo sguardo viene colpito da Capovolte (2015) di Liliana Moro, un cambiamento prospettico che interroga su “chi illumina” e “che cosa è illuminato”; l’opera Sambuco (2009) e Robina 2 (2009) di Stefano Arienti che, nella leggerezza del tratto, suggeriscono il senso dello sconfinamento; la mappa Games of Children di Giuseppe Stampone che torna a lanciare il monito «Liberté, Egalité, Fraternité»; Bringer of plurabilities. Continuità del desiderio di Gianfranco Baruchello e le sculture aeree di Simone Berti: l’interrogazione di una spazialità aliena e sospesa.
Presenti, inoltre, le opere: Medusa Mirror (2014) di Goldschmied & Chiari, La prigione dell’Arte (2015) di Angelo Mosca, Cadute (2015) di Liliana Moro, Cosmicomica (2006) e Attendere un nuovo mondo (2006) di Gianni Caravaggio, D’antan (2012) e Drawer for the first time/drawer for the second time (2001) di Michele Tocca, tre lavori datati 1978 di Getulio Alviani, Triangolo su rettangolo (2013) di Hidetoshi Nagasawa, Studio cromatico-economico (2014) di Angelo Sarleti, Monumento alla memoria (2013) di Paolo Canevari, Notturni (2015) di Alessandro Gabini, Senza titolo (2015) e Frisbie’s Pies (2015) di Mauro Vignando, Berliner blog (2012) di Vedovamazzei, Percorso neuronale (2014) di Paolo Icaro, Pre-Delay web radio (2015) di Igor Muroni.
Molto interessante e poetica la sezione Cinema Desiderio, a cura di Barbara Meneghel, che proietta i video di Davide Allieri, Chiara Balsamo, Francesco Bertocco, Filippo Bisagni, Goldschmied & Chiari.

Alessandra Angelucci
mostra visitata il 12 giugno
Dal 12 giugno al 6 settembre 2015
Desiderio
L’ARCA  Laboratorio per le arti contemporanee
Largo San Matteo, Teramo
Info: 0861-240732, www.larcalab.it

Nata a Giulianova nel 1978 è docente di Lettere, giornalista e critico d’arte. Laureata presso la Facoltà di Lettere dell’Aquila, si specializza alla Luiss di Roma in Management culturale. Collabora con il quotidiano di Teramo La Città, in vendita nelle edicole in allegato a Il Resto del Carlino. Per la Di Felice Edizioni dirige la collana d’arte Fili d’erba, e collabora con la Fondazione Malvina Menegaz per le Arti e le Culture di Castelbasso. Su Radio G Giulianova cura la rubrica d’arte Colazione da Alessandra.

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