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Fino al 7.I.2018 | Da Raffaello a Balla. I capolavori dell’Accademia di San Luca | Forte di Bard, Aosta

di - 17 Ottobre 2017
Nata dalla collaborazione tra l’Associazione Forte di Bard e l’Accademia Nazionale di San Luca, “Da Raffaello a Balla. I Capolavori dell’Accademia di San Luca” riporta alla luce molte opere dimenticate nei depositi e che finalmente tornano a dialogare tra di loro, senza la pedanteria didascalica dei musei nazionali, in uno sguardo incrociato, attraverso una contaminazione in cui si avvalora la relazione tra le singole opere e i loro diversi materiali.
Le sale del Forte di Bard ospitano disegni di architettura, sculture in gesso o terracotta, dipinti, strappi o falsi d’autore, opere che dipingono la vocazione di un’Accademia propositiva e propulsiva che ha sempre sollecitato la creatività attraverso la liberalità di alcuni pontefici, valga uno per tutti l’esempio dei concorsi di Clementini.
Tuttavia questa libertà lasciata al genio è stata a lungo tarpata in una dimensione accademico-didascalica e solo oggi, grazie a quest’esposizione molto ampia per l’arco temporale considerato, torna a parlare, rimette in primo piano il confronto tra i diversi materiali, scuole ed epoche che ha come avvio il Putto raffellesco del primo Cinquecento e come chiosa una scultura di Alberto Viani datata 1950.
Se il titolo della mostra trae in inganno è necessario considerare come suo filo rosso la curiosità di conoscere l’opera dentro l’opera che ha permesso, attraverso una sistematica campagna di restauri, di conoscere il processo creativo degli artisti e tutti i loro ripensamenti, rimaneggiamenti, attardamenti o entusiasmi; un’esposizione insomma all’insegna della scoperta delle diverse evoluzioni del concetto delle opere e della processualità che le rende particolarmente attraenti.
I Capolavori dell’Accademia Nazionale di San Luca si offre quindi come punto di partenza, o se vogliamo di ripartenza per lo studio sistematico di tele e sculture che possa svecchiare la lezione della cosiddetta Storia dell’Arte e dare spazio a nuovi stimoli e impulsi.

Raffaello, Putto reggifestone, s.d., affresco, 41.5×110 cm, Accademia Nazionale di San Luca, Roma

Tra gli artisti esposti troviamo Guercino, Raffaello, la scuola veneta con Palma il Giovane, la scuola romana con Cavalier d’Arpino o con la grande tela di Pietro da Cortona per la chiesa dei Santi Luca e Martina e le sculture di Thorvaldsen. Moltissimi anche i ritratti esposti che dimostrano la comprensione del modello del Giovio o del Baronio per la formazione delle collezioni dell’Accademia e per la storia delle diverse direzioni che l’hanno condotta: da Girolamo Muziano, allo Zuccari, a Pietro da Cortona.
L’esposizione non dimentica poi di tenere da conto anche degli spunti internazionali grazie ai Rubens e Van Dyck che sottolineano l’importanza del concetto di dono e di lascito per la Collezione dell’Accademia.
Se apparentemente l’horror vacui su cui la mostra si costruisce, soprattutto nelle sale dedicate al passaggio tra Settecento e Ottocento e tra Ottocento e Novecento, potrebbe lasciare il visitatore dubbioso, l’allestimento dimostra quell’idea di tumulto nell’insieme che permette di apprezzare quelle bellezze impreviste che nascono solo grazie a uno sguardo a 360° e a un sistema di reciproche relazioni.
L’ultima sala dedicata alla pittura dell’Ottocento e del primo Novecento risulta eccessiva e seducente per le presenze ma è assolutamente giustificata dall’accostamento di opere i cui materiali si confrontano e riattivano tra loro e permettono a pittori e scultori di raggiungere un’equa potestas; si verifica perfino un dialogo con la pittura postmoderna in cui storia e memoria danno l’imprinting alla produzione artistica proprio come già l’Accademia aveva fatto nel suo periodo più florido.
Giulia Porro
mostra visitata il 30 giugno
Dal 1 luglio 2017 al 7 gennaio 2018.
Forte di Bard.
Da Raffaello a Balla. I Capolavori dell’Accademia di San Luca
Orari: da martedì a venerdi: 10.00 – 18.00
sabato, domenica e festivi: 10.00 – 19.00
Info: www.fortedibard.it

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