Categorie: altrecittà

fino al 7.XII.2011 | Katja Loher | Salerno, Galleria Tiziana Di Caro

di - 28 Ottobre 2011
L’interazione virtuale come linguaggio “aperto” attraverso innovativi dispositivi sperimentali è la linea teorica di Katja Loher (Zurigo, 1979), che nel fertile terreno della compenetrazione video-scultura/ video-installazione ha da sempre piantato le sue radici intellettuali. L’artista svizzera per la seconda volta presente nel ventre antico di Salerno presso gli spazi della Galleria Tiziana Di Caro (dopo una prima personale nel 2009), ri-presenta una catena di elementi plastici site specific che, come un diamante incastonato nel suo metallo prezioso, sfavilla su tutto il bianco delle mura possenti, filtrando espressioni audiovisive e agglomerati materici più che stimolanti. Una volta oltrepassato l’androne spagnolo, varcando la soglia della galleria, l’”effetto Loher” è forte, allucinante: suoni variabili, palloni di gomma e bolle di vetro chiaro in cui si riflettono fluidi codici comunicativi. La serie Miniverse #1 proposta dall’artista svizzera è un’alchimia compositiva che si preoccupa di formulare un composto scultoreo sinestetico: atmosfere rarefatte e riflessioni etiche audiovisive che assieme concorrono alla resa di un coinvolgimento emotivo.

Una scultrice moralista che, con caschetto rosso e sorriso ammiccante, progetta ormai da tempo congegni plastici in ben tre angoli del mondo (le sue performance hanno tappezzato gallerie d’Europa, Asia e America). Si preoccupa concettualmente della natura e del suo pianeta, una Terra ormai in declino, facendo sbarrare gli occhi all’individuo con sculture che vanno al di là del combine. Si, perché nelle opere della Loher coesistono in perfetta euritmia musica, danza e letteratura formulate con sistemi di produzioni in video di grande impatto, come quello del 3D CAD/CAM che lei predilige. Sino dai primi anni di attività l’artista svizzera ha realizzato sculture sferiche alludendo alla forma del nostro pianeta, prendendo possesso della massa e interpretandola da scienziato, occupandosi così delle questioni planetarie, come pure delle problematiche umane. Queste le interpreta tramite i video, con schermate anch’esse circolari, che si inseriscono nei suoi palloni in legno, materiale combinato e/o artigianale (tipo il vetro soffiato che per le sue tre Bubbles salernitane fa realizzare appositamente a New York) presentando un concetto etico-spaziale degno di un osservatorio astronomico. L’artista per esprimersi si veste da rivoluzionaria: vuole migliorare le sorti del mondo, la sua natura, i suoi uomini, e lo fa attirando a sé l’osservatore tramite strategie visive come l’insight, il “riconoscimento” degli oggetti a cui affianca l’intervento comunicativo con l’occhio umano, ponendo dinanzi ad esso interrogativi esistenziali (del tipo “Quante ore ha avuto la tua giornata?”) e lo fa con un espediente innovativo… le frasi che prendono forma sulle schermate rotonde sono realizzate da composizioni umane.

Sono ballerini che fluttuano in uno spazio, danzano sincronizzati componendo dei testi, lettera dopo lettera come alfabeti antropici, che lei stessa definisce “video alphabets”, in una scenografica visione planimetrica  rielaborata, poi, in seconda fase di assemblaggio così da ricreare variopinte immagini caleidoscopiche in prospettiva aerea. Un vocabolario visivo morale, umano, impresso nella materia che si dilata e concretizza sotto l’abbagliante biancore del neon.

gianmatteo funicelli
mostra visitata il 21 ottobre 2011

Salerno,  24 settembre/ 7 dicembre 2011
Katja Loher – Miniverse #1
Galleria Tiziana Di Caro
Via delle Botteghelle, 55 – 84121 Salerno
Orari: dal martedì al sabato, dalle 15.00 alle 20.00 (o su appuntamento)
+39 (0)89 9953141 –
info@tizianadicaro.it
Info artista:
www.katjaloher.com / videoplanet@katjaloher.com

[exibart]

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