Inutile dire che all’occhio distratto delle persone, drogato dall’ipertrofico mare magnum espositivo, le parole Impressionismo ed arte grafica possano sembrare solo un ossimoro. Ma, rivolgendosi invece a chi distratto non è, Il Centro Culturale Brolo festeggia in questi giorni i 5 anni di attività –seguendo quella che ne è stata, sin dall’origine, l’intima vocazione espositiva– con una mostra sull’opera incisoria di Camille Pissarro (1830-1903), avvalendosi della prestigiosa collaborazione della Bibliothèque Nationale de France e del Musée Pissarro di Pontoise.
Pur avendo sperimentato la tecnica già negli ’60, sotto gli influssi della scuola di Barbizon (testimoniato in mostra dalle due acqueforti Lungo l’acqua e La Roche Guyon), il maestro francese si dedica costantemente all’incisione a partire dal 1873, quando, stabilitosi a Pontoise, frequenta il dott. Gachet, anch’esso incisore. In questi anni, assieme a Cézanne e Guillaumin, collabora con la rivista Paris à l’eauforte, siglando i propri lavori con un fiorellino. Come il Ritratto di Paul Cézanne, acquaforte che rivela un gusto non più romantico ed una capacità sintetica già compiuta.
Ma, dopo la partecipazione alla prima esposizione impressionista nel ’74 nello studio di Nadar, sarà determinante l’incontro con Degas con il quale avrà un lungo e fruttuoso sodalizio artistico, caratterizzato da un approccio decisamente personale, grazie al quale sperimenterà il contemporaneo uso di acquaforte, punta secca, acquatinta e ricorrerà alla vernice molle e allo spolvero con grani di resina. Sono di questo periodo l’eccezionale Donna sulla strada (di cui è in mostra anche la matrice in rame), Paesaggio con sottobosco all’Hermitage, Effetto pioggia e Crepuscolo con covoni (prova d’artista stampata proprio da Degas e di cui è esposta la lastra), caratterizzati da un segno sensuale che imita la pennellata ad olio.
Conclusa la sua esperienza con Degas, Pissarro ritrae spesso il paesaggio nei dintorni di Pontoise, alternando scene di paesaggio con rappresentazioni di contadini e mercati, come in Mercato delle verdure a Pontoise e Guardiana di mucche, veri capisaldi della grafica impressionista per la capacità estrema di rendere le mille gradazioni di luce e cogliere il respiro di una scena. Di queste opere ebbe modo di scrivere al figlio, sin troppo modestamente, che “non sarà facile far capire alla gente che non sono un incisore, queste sono semplicemente delle impressioni incise”.
Gli ultimi lavori in mostra sono invece quelli dedicati alle viste cittadine che ritrae durante i sui viaggi a Rouen, Parigi, Londra, e alle contadine bagnanti nude, anticipando per tema e gusto, molte delle future opere di Cézanne.
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