Categorie: altrecittà

fino al 9.V.2004 | Filippo Marignoli | Perugia, Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria

di - 30 Aprile 2004

Il concetto della vertigine, affrontato dal pittore Filippo Marignoli (1926 – 1995) nella sua ultima produzione pittorica, è in realtà sempre esistito sin dai suoi primi lavori.
La sua formazione artistica comincia negli anni Cinquanta, nel periodo di sviluppo dell’indirizzo di ricerca definito dell’Informale, e la sua creatività coinvolgeva lo sguardo dello spettatore con un’emozionale vertigine di orizzontale estensione. Prende parte dal ‘53 al cosiddetto Gruppo di Spoleto (Ugo Rambaldi, Giuseppe De Gregorio, Filippo Marignoli, Giannetto Orsini, Piero Raspi, Bruno Toscano), aperto ad ogni linguaggio e capace di diffondere il variegato lessico figurativo a livello nazionale grazie anche al contributo del critico bolognese Francesco Arcangeli. Nei primi Sessanta si trasferisce in America dove comincia un percorso di ricerca che lo farà approdare ai suoi “abissali paesaggi”.

La mostra, presso il Museo Archeologico dell’Umbria di Perugia, comincia proprio con opere tratte dall’ultimo periodo, fine di una ricerca che lo ha portato ad una personale interpretazione del paesaggio. Le isole ritratte nelle sue opere non sono viste nei naturali confini emersi, ma in una visione che privilegia l’osservazione sezionata verticalmente. Le terre emerse appaiono come sostenute da un mare profondissimo a strapiombo, difficilmente immaginabile, data la sua “infinità”, se non attraverso l’immedesimazione mentale che è stata prima di tutto quella dell’artista. Anche le onde marine, rappresentate nei suoi paesaggi, sono solo una piccola realtà sostenuta da uno strapiombo mentale, che amplifica spontaneamente quello naturale. L’allestimento presso la Sala dei Bronzi del Museo Archeologico crea un singolare insieme. I paesaggi di Marignoli specchiano idealmente i luoghi in cui sono stati ritrovati i reperti. Stavolta ad affiorare dalle profondità non sono le isole ma i reperti stessi, testimonianza che emerge dall’abisso del tempo in un immaginario contrasto con la quotidianità che essi rappresentano. A rendere più concreta la visione dell’artista c’è anche l’utilizzazione del grande formato, prerogativa che però non è mai mancata dalla sua produzione. La mostra comprende anche opere del periodo iniziale in cui la ricerca “informale” è la base della sua costante maturazione, passata attraverso monocromi di densa tessitura fino ad arrivare ai suoi paesaggi verticali.

daniele di lodovico
mostra vista l’8 aprile 2004


Filippo Marignoli, Grandi Formati 1957–1984
Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria
Chiostro di San Domenico, Sala dei Bronzi
Piazza Giordano Bruno 10 (perugia)
Orario: 8,30 – 19,30, lunedì mattina chiuso, lunedì pomeriggio ore 14:30 – 19:30
Ingresso: 2 €
Informazioni: Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria: tel. 075 5727141
Catalogo a cura di Duccio K. Marignoli, Enrico Mascelloni, Cecilia Metalli. (Silvana Editoriale)
Progetto realizzato con il patrocinio del comune di Spoleto.
Ufficio stampa: “Eventi di Patrizia Cavalletti”- Perugia


[exibart]

Articoli recenti

  • Progetti e iniziative

Selvatica 2026 a Biella: arte e natura in dialogo, tra autori storici e nuovi talenti

Selvatica 2026 riunisce a Biella artisti e ricercatori per un confronto sul tema del dialogo tra arte e natura: in…

27 Aprile 2026 12:30
  • Archeologia

Pompei, due vittime riemergono dagli scavi: l’IA ricostruisce gli ultimi istanti

Gli scavi a Porta Stabia riportano alla luce due vittime dell’eruzione del 79 dC: una ricostruzione con l'IA apre nuove…

27 Aprile 2026 11:22
  • Progetti e iniziative

La galleria come comunità: a Napoli, Studio Trisorio inaugura un ciclo di dialoghi tra artisti

Aperitivo con gli artisti: lo Studio Trisorio di Napoli avvia un nuovo ciclo di incontri informali, per favorire lo sviluppo…

27 Aprile 2026 10:30
  • Teatro

Klinghoffer, oltre il conflitto: la lezione di John Adams in scena al Maggio

L’opera di John Adams sul caso Achille Lauro va in scena al Maggio Musicale Fiorentino: The Death of Klinghoffer rimane…

27 Aprile 2026 9:18
  • Mostre

A Modena Gate26A ospita le opere di Aleksandr Nuss dove la materia si erode e la luce rivela

Nei 19 metri quadrati dello spazio modenese Aleksandr Nuss propone un'indagine ontologica sulla percezione: l'immagine perde la sua funzione descrittiva…

26 Aprile 2026 21:59
  • Arte contemporanea

Yes We Fluxus! Party Chiari e Amicizie Fluxus. Giuseppe Chiari alla Galleria Susanna Orlando di Pietrasanta

L'arte è facile, diceva Chiari. E la Galleria Susanna Orlando ne abbraccia la filosofia: cinquant'anni di attività celebrati con una…

26 Aprile 2026 21:26