Categorie: altrecittà

fino all’ 8.I.2012 | Tim Rollins e K.O.S. | Bergamo, GAMeC

di - 7 Ottobre 2011
Tim Rollins e K.O.S. sbarcano al Gamec in una mostra realizzata in collaborazione con il Museum für Gegenwartskunst di Basilea (dove il percorso espositivo si sposterà a partire dal prossimo 21 Gennaio) con una serie di opere che coprono un lasso temporale di quasi trent’anni, da quando Rollins venne chiamato, nel 1982, ad insegnare in una scuola pubblica del South Bronx. Tre decenni di ricerca a partire dal momento in cui l’artista si ritrovò a sviluppare un percorso d’insegnamento che fosse in grado di coinvolgere anche gli studenti “ai margini” del Bronx degli anni ottanta: attraverso la lettura e il disegno Rollins tentava di sviluppare, di far emergere un’individualità degli allievi che riuscisse, attraverso l’impiego del potenziale creativo, ad emanciparli a livello sociale attraverso la rilettura, il sezionamento, l’impiego come materiale di confronto tra la cultura alta, stabile e fissa del museo e delle biblioteche e l’esplosività della cultura e delle voci vive della strada.

A partire da quegli anni dunque la rilettura delle opere classiche, della storia dell’arte e della letteratura moderna, divengono le tavole sulle quali i K.O.S, kids of survival, i ragazzini della sopravvivenza, che man mano prendono parte ai programmi e al metodo didattico messo in piedi da Tim Rollins, possono esprimere se stessi.

Distribuire un’unità creata a partire da una serie di individualità che, allo stesso tempo, restano inalterate e possono crescere libere, in una coralità che dovrebbe appartenere a qualunque modello d’insegnamento.

E la trasfigurazione del titolo arriva in alcune opere emblematiche in mostra, dove incastonati in tronchi d’albero vi sono le riproduzioni degli occhi dei membri del gruppo K.O.S.; un riferimento quasi tautologico a Pinocchio di Collodi: ogni singola entità, ogni singolo bambino o giovane è metaforicamente simile al burattino di legno che prende vita, ha bisogno di qualcuno che possa prendersi cura di lui e che riesca a farlo uscire dalla prigione di legno che rischia di incastrarci (si, gli adulti non sono esclusi) quotidianamente.

Una trasformazione che avviene attraverso l’uso della cultura, che può essere collettiva o individuale.

In mostra oltre ai Pinocchio (After Carlo Collodi) datati 1991-92, una serie di carte, di libri e spartiti musicali, sulle quali si ricreano una serie di rimandi e di citazioni che aprono visioni nella storia dell’arte contemporanea e relazionano questioni universali con gesti talvolta minimi, come nel caso di Machbeth (After Shakespeare) del 2001, dove sulle pagine del libro, seguendo la furia omicida e paranoica del protagonista, vengono fatte cadere gocce di sangue animale in numero sempre crescente fino ad arrivare al punto di non ritorno, il momento in cui la spirale di violenza si accartoccia su sé stessa autodistruggendosi.

E nella spirale del colore che cade, goccia dopo goccia in maniera molto ordinata, è possibile notare i riferimenti all’arte concettuale e alle trame di Sol LeWitt, nel sangue si può scorgere l’alchimia che interessava Joseph Beuys, negli spartiti un riferimento non troppo preciso a Jhon Cage a Giuseppe Chiari e a Fluxus.

È una mostra che insegna una circolarità dei pensieri e dei rimandi On Transfigurations, forse molto più importante per il suo processo didattico che non artistico, per la sua capacità di rivelare che l’universo e la cultura non sono conservati in camere di sicurezza ma sono liberi di circolare nella vita e si prestano alla curiosità, al caso, e fungono medesimamente alla costruzione del proprio sé.

matteo bergamini

mostra visitata il 27 Settembre 2011

dal 28 Settembre 2011 all’8 Gennaio 2012

TIM ROLLINS e K.O.S. (Kids of survival)

ON TRANSFIGURATION

GAMeC

Via San Tomaso 53 

24121 Bergamo

Da martedì a domenica: 10.00-19.00

giovedì: 10.00-22.00

lunedì chiuso

Ingresso: intero: 7,00 euro

ridotto: 5,00 euro

Tel.: +39 035 270272

fax: +39 035 236962

[exibart]

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