Categorie: altrecittà

fino all’8.V.2011 | The Mexican Suitcase | ICP – New York

di - 14 Marzo 2011

Un
pubblico attento, quello in visita alla mostra The Mexican Suitcase, una delle più importanti scoperte nella
storia del fotogiornalismo. La valigia a cui allude il titolo, in realtà, non è
che il contenuto di tre piccole scatole di cartone (due di quelle usate u tempo
per i negativi, l’altra per la carta fotografica), arrivate a fine dicembre
2007, nella sede dell’International Center of Photography, direttamente da
Mexico City.

In
buono stato di conservazione – malgrado la deperibilità del materiale (i negativi
su pellicola di nitrato di cellulosa sono facilmente infiammabili) – i circa
4500 negativi che documentano la guerra civile spagnola con uno sguardo
dinamico su tutti i protagonisti: popolo, combattenti, terra, ideali.

A
scattarli – tra maggio ’36 e primavera ’39 – tre autori d’eccezione, corrispondenti
di guerra per Regards, Ce
Soir
, Vu e Life: Robert Capa (
Endre Ernő Friedmann, 1913-54), Gerda
Taro
(Gerda Pohorylle, 1910-37) e David
Seymour
(detto Chim 1911-56).

Amici
accomunati dalla stessa passione e da un analogo destino. Nel 1937 Taro muore
nella battaglia di Brunete, triste primato – il suo – di essere la prima
fotoreporter donna della storia del fotogiornalismo a cadere sul fronte. Lo
stesso sarà per Capa, nel 1954, mentre documenta la guerra in Indocina e, due
anni dopo, di Chim durante la Crisi di Suez.

Parigi
è la città che accoglie, nei primi anni ’30, questi giovani ebrei in fuga da
Germania, Ungheria e Polonia: è il loro quartier generale, il fulcro da cui si
diramano le loro storie personali e professionali.

E’
qui che, tra l’altro, Fred Stein
(1909-1967), street photographer americano, realizza nel 1935 quel bel ritratto
di Gerda Taro mentre scrive a macchina e della coppia Taro-Capa, sorridente e
complice, in un caffè. Entrambe le foto sono in uno dei due rullini di Stein contenuti
nella “valigia messicana”. Altra eccezione, rispetto al soggetto della guerra
civile spagnola, anche le pellicole di Capa di un viaggio in Belgio (maggio
’39).

Quanto
alle foto di guerra, mostrano un punto di vista ravvicinato – sequenze filmiche
– che non possono non coinvolgere l’osservatore: una vicinanza emotiva.

Ancora
due parole, infine, sulla storia dei 126 rullini ritenuti persi fino al 1995.
Nell’ottobre ’39 con l’avanzare dell’occupazione nazista, Capa in fuga verso
New York, li affida all’amico Imre “Csiki” Weiss che, costretto anche lui,
essendo ebreo, pochi mesi dopo a scappare, prima di arrivare in bicicletta a
Bordeaux, consegna lo zaino che li contiene ad un cileno che è d’accordo per
depositarli nel suo consolato.

Poi
un lunghissimo silenzio. Nessuno dei collaboratori di Capa ricorda, infatti, avergli mai sentito nominare
quei negativi. Il primo fu Csiki, in una lettera del ‘75. Come siano arrivati
all’ambasciatore messicano del governo Vichy Francisco Aguilar González, rimane
un mistero. Comunque fu lui a tornare a casa con la “valigia messicana”, visto
che anni dopo sarebbero stati rinvenuti tra i suoi effetti personali, evidentemente
consegnati ad un caro amico, alla morte del quale passarono al nipote, il
filmaker Benjamin Tarver.

Solo
dopo aver visto una mostra sulla guerra civile spagnola, Traver decide di
contattare il professor Green che, peraltro, era grande amico di Cornell Capa,
fratello del reporter e fondatore dell’ICP. Dal ‘95 passano dodici anni perché Tarver
si convinca a donare quel patrimonio. “I
negativi scomparsi tornavano finalmente a casa
”, scrive Cynthia Young, del Robert Capa and Cornell Capa Archive.

manuela de leonardis

mostra visitata il 4
gennaio 2011

Dal 24 settembre 2010 all’8 maggio
2011

The
Mexican Suitcase.
Rediscovered Spanish Civil War negatives by Capa, Chim, and Taro

A cura di Cynthia Young

New
York, International Center of Photography

1133
Avenue of the Americas at 43rd Street

orario mar.-giov. E sab.-dom. 10-18,
ven. 10-20 (ch. lun.)

biglietto intero $ 12 – ridotto $ 8

per informazioni tel. 212.857.0045

info@icp.org

www.icp.org

catalogo ICP/Steidl

[exibart]

Nata a Roma nel 1966, è storica e critica d’arte, giornalista e curatrice indipendente. Con Postcart ha pubblicato A tu per tu con i grandi fotografi - Vol. I (2011), A tu per tu con i grandi fotografi e videoartisti - Vol. II (2012); A tu per tu con gli artisti che usano la fotografia - Vol. III (2013); A tu per tu – Fotografi a confronto – Vol. IV (2017); Cake. La cultura del dessert tra tradizione Araba e Occidente (2013), progetto a sostegno di Bait al Karama Women Center, Nablus (Palestina). E’ autrice anche Taccuino Sannita. Ricette molisane degli anni Venti (ali&no, 2015) e Isernia. L’altra memoria – Dall’archivio privato della famiglia De Leonardis alla Biblioteca comunale “Michele Romano” (Volturnia, 2017).

Articoli recenti

  • Mostre

Dal vulcano alla Quadreria: Bizhan Bassiri al Museo Correr

Fino al 22 novembre 2026, l’area scarpiana del Museo Correr ospita “Principe. Il Nottambulo del Pensiero Magmatico”, il nuovo progetto…

4 Marzo 2026 0:02
  • Mostre

Zin Taylor, Propylon Stela: Tokens per un’Archeologia Fantascientifica

Lo spazio espositivo assume una forma cosmopoietica, una galassia di ambient tokens che si organizzano in una costellazione di sculture…

4 Marzo 2026 0:02
  • Mercato

I record d’asta di Fratino, McKinney, Báez e Nishimura, e quello che hanno in comune

I nuovi traguardi fissati nel 2025 da quattro artisti Millennials diventano un’occasione per ripercorrere la loro carriera, dagli studi alle…

3 Marzo 2026 18:54
  • Mostre

Il Gran Teatro delle Idee: a Forlì il Barocco incontra il Novecento

Al Museo San Domenico di Forlì, “Barocco. Il Gran Teatro delle Idee” rilegge il Seicento come categoria critica ancora attiva,…

3 Marzo 2026 18:36
  • Design

Morto a 96 anni Jean Widmer: sua la firma del logo del Centre Pompidou

È morto a 96 anni Jean Widmer, figura chiave del design europeo: fu autore dell'iconico logo del Centre Pompidou di…

3 Marzo 2026 17:30
  • Premi

Careof e la nuova generazione del video: Elisabetta Laszlo vince ArteVisione 2025

L'organizzazione no profit Careof di Milano annuncia la vincitrice di ArteVisione 2025: Elisabetta Laszlo, classe 2001, si aggiudica il premio…

3 Marzo 2026 16:29