Categorie: Mercato

Christie’s mette all’asta i Richter della super gallerista Marian Goodman

di - 13 Aprile 2026

Nuovo annuncio da Christie’s: nel corso delle grandi aste di maggio, la casa metterà in vendita – suddivisa in tre aste distinte – una selezione della collezione della gallerista Marian Goodman, scomparsa all’inizio di quest’anno. Non solo opere straordinarie, ma anche una testimonianza del suo sostegno concreto alle carriere degli artisti.

Tra i nuclei più importanti, ben sette dipinti di Gerhard Richter realizzati tra il 1982 e il 2009, che offrono una mappa visiva del rapporto tra Goodman e Richter, di cui contribuì in modo decisivo alla diffusione nel mercato statunitense. Iniziò a rappresentarlo nel 1985, quando era ancora poco affermato negli Stati Uniti. Ne seguì una lunga collaborazione, che contribuì alla consacrazione internazionale dell’artista, oggi tra i più importanti viventi.

GERHARD RICHTER (B. 1932), Mohn (Poppy). Oil on canvas. 78¾ x 55⅛ in. (200 x 140 cm.). Painted in 1995. CHRISTIE’S IMAGES LTD. 2026

«Nella casa di Marian Goodman, i capolavori di Richter dialogavano con le vedute di Manhattan», ha dichiarato Johanna Flaum, Vice Chairman di Christie’s. «Questo nucleo offrirà al mercato un momento rivelatore, mettendo in luce tensioni tra astrazione e figurazione, memoria personale e collettiva, attraverso le traiettorie intrecciate di Richter e Goodman». Tra i top lot spicca Kerze (1982), stimato 35–50 milioni: una candela solitaria, simbolo di vanitas e insieme di silenziosa rivoluzione, testimonia l’intuizione precoce della gallerista. Mohn (1995) è invece un raro riferimento figurativo nella produzione astratta di Richter, presentato nel 1996 al Carré d’Art di Nîmes e poi nella galleria Goodman.

Nata a New York nel 1928, Goodman studiò alla Columbia University, unica donna nel suo corso di storia dell’arte. Nel 1965 co-fondò Multiples Inc., e nel 1977 aprì la sua galleria sulla 57ª strada con una mostra di Marcel Broodthaers. Mentore instancabile, Goodman privilegiò sempre la crescita degli artisti rispetto al successo commerciale. «Molti avevano una forte visione sociale», racconta la figlia. «E lei li sosteneva con determinazione». Ora il riflesso di quel sostegno lungimirante, in vendita a New York.

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