Categorie: altrecittà

Fino all’8.VII.2013 | Luigi Ballario, Intimacy | Firenze, La Corte Arte Contemporanea

di - 27 Giugno 2013
Dalle diverse accezioni che il termine inglese “intimacy” assume nella traduzione in italiano si capisce già la complessità e la poliedricità delle interpretazioni che gli scatti fotografici di Luigi Ballario possono suggerire. La definizione di intimità riguarda infatti i molti ambiti delle relazioni umane e questo implica ragioni sia fisiche che psicologiche.
Il giovane artista toscano propone fotografie dalle quali scaturisce una tensione emotiva molto complessa e difficilmente razionalizzabile, nelle quali il senso di straniamento è evidente e il soggetto ritrattato compreso (e assorto?) in una dimensione “altra”. Le foto, che a un primo esame appaiono immediate, quasi furtive, sono invece il risultato di lunghi tempi di posa tanto che la tensione muscolare è evidente in ogni scatto e pare quasi entrare in conflitto con la rapidità di realizzazione che si percepisce a un primo sguardo.

Se le ambientazioni delle immagini sono piuttosto diverse tra loro, due sono però i denominatori comuni che, come un sottile fil rouge, accomunano tutte le foto esposte in mostra: il volto del ritrattato è costantemente celato e l’ambiente di sfondo mette in luce elementi che sottolineano una sottile sedimentazione del tempo.
Il soggetto per lo più si mostra con il corpo nudo e il volto o nascosto o ostentatamente avvolto in un panno. Questo pare quasi accennare al “gioco” dei bambini quando coprendosi gli occhi hanno l’infantile convinzione di non essere percepiti dal mondo. Talvolta la “copertura” del volto diventa quasi una sorta di maschera, un “limite” (inteso nel senso di limes) che si frappone tra il soggetto ritratto e il mondo che lo circonda.
Il secondo fattore che unifica tutte le foto proposte è dato dall’atmosfera che si percepisce, dal luogo nel quale sono ambientate. Se il pittorialismo del XIX secolo è un richiamo evidente in tutta la ricerca dell’artista, in alcune immagini, il segno della Pop art inglese (e sottolineo inglese) degli inizi degli anni Sessanta, e in particolare di Peter Blake, è piuttosto forte. Una patina lasciata dal tempo, l’impiego di oggetti giunti quasi al loro fine ultimo, un mondo sicuramente non “lucido” e “brillante” ma malinconico e perfino usurato.
Questo è dunque l’universo rappresentato da Luigi Ballario nel quale si inseriscono figure nude, corpi senza volto con pose accuratamente studiate, che sembrano però del tutto casuali. Ne traspare una tensione psicologica che viene poi accentuata dalla ricerca fotografica che si esplicita in un rigoroso bianco e nero e in un gioco molto sottile di luci e di ombre.
Enrica Ravenni
Visitata il 20 giugno
Luigi Ballario, Intimacy
La Corte Arte Contemporanea – Associazione Culturale
Via dei Coverelli 27r, Firenze
Orario: da martedì a sabato 16,00-19,00

Articoli recenti

  • Mostre

Tra i padiglioni più belli della Biennale 2026 c’è quello della Santa Sede

Il Padiglione della Santa Sede trasforma il Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi in una partitura in tempo reale. Con "L’Orecchio…

3 Giugno 2026 23:30
  • Mercato

Per la Next Gen del collezionismo, comprare opere non basta più

Lo dice il nuovo report di Larry’s List: la nuova generazione sposta il baricentro dall’acquisto alla costruzione di ecosistemi culturali.…

3 Giugno 2026 23:15
  • exibart.prize

exibart prize incontra Vincenzo Frattini

Ho costantemente l’esigenza di creare delle forme esterne che risuonino con la mia dimensione spirituale interiore

3 Giugno 2026 18:03
  • Design

Alessandro Mendini a Villa Giulia: le cose, le stanze, il progetto

A Verbania, fino al 27 settembre 2026, Villa Giulia accoglie una retrospettiva dedicata al designer Alessandro Mendini, tra oggetti iconici,…

3 Giugno 2026 18:00
  • Mostre

Quando i traumi diventano opere d’arte: la grande retrospettiva di Tracey Emin alla Tate Modern

Fino al 31 agosto, continua a Londra la più grande mostra mai realizzata su Tracey Emin. Tra aborto, malattia, violenza…

3 Giugno 2026 17:50
  • Architettura

A Londra apre il Serpentine Pavilion 2026: ecco il progetto di LANZA atelier

In apertura a Londra il Serpentine Pavilion 2026 progettato da LANZA atelier: una struttura sinuosa in mattoni per il 25mo…

3 Giugno 2026 16:10