La retrospettiva che il Museo d’Arte Moderna della Città di Lugano dedica al grande pittore Norvegese Edvard Munch (1863-1944) riprende il discorso sui vari aspetti dell’Espressionismo, iniziatosi nel 1993 con Francis Bacon e proseguito negli anni con le rassegne dedicate a Emil Nolde (1994), Chaim Soutine (1995), Constant Permeke (1996) e Georges Rouault (1997).
La mostra, curata da Rudy Chiappini, illustra l’intero percorso creativo di uno dei maggiori esponenti dell’arte moderna attraverso una settantina di opere pittoriche e una quarantina di esemplari della produzione grafica, realizzati tra il 1882 e il 1931 e provenienti da collezioni private e importanti Musei di tutto il mondo, tra i quali il Rasmus Meyers Samlinger di Bergen, il Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, il Musee d’Orsay di Parigi e la Sarah Campbell Blaffer Foundation di Houston. Questa vasta antologica, posta sotto l’Alto Patronato di S. M. Regina Sonja di Norvegia e del Presidente della Confederazione Svizzera Flavio Catti, gode inoltre dell’appoggio della Nasjonal Galleriet di Oslo e del Munch-Museet che per l’occasione ha consentito il prestito di oltre trenta opere fondamentali dell artista.
Saranno infatti presenti in mostra capolavori quali Madonna (1894-95), Vampiro (1891), Malinconia (1891), La danza della vita (1899-1900). Angoscia (1894), Ragazze sul ponte (1901), Pubertà (1893) e, naturalmente, la sua opera più famosa: il grido (1893). Accanto alla produzione pittorica, distribuita come sempre cronologicamente su uno spazio di due piani ma con particolare attenzione alla creazione di piccoli ambienti tematici, viene presentata al pubblico un notevole nucleo di lavori grafici, nei quali Munch rielabora molti dei temi già affrontati in pittura, proponendo però anche nuove suggestive iconografie.
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