Nato in Israele da padre giardiniere, Dani deve ad un suo giovanile viaggio in Italia e soprattutto in Toscana, l’amore per l’arte figurativa. E’ allora che scopre nella pittura dei grandi maestri del Rinascimento quell’anelito all’armonia sublime che lo influenzerà durante tutto l’arco della sua esperienza artistica.
Dopo aver creato «Un ambiente per la pace» nel padiglione israeliano alla Biennale di Venezia del ’76, viene inviatato ad esporre ed a comporre a Firenze. Da allora la nostra diventa anche (un pò) la sua città.
Le sue composizioni, scultura della scultura e del paesaggio si direbbe, sono razionalità applicate nella tensione ad un assoluto che si completa di linee e di forme, dando respiro e struttura all’ambiente. Nelle linee, nella geometria Karavan trova drammaticità e felicità, dolore e gioia; sempre massima forza espressiva.
La mosrtra che si tiene fino al prossimo 20 giugno in Sala d’Arme di Palazzo Vecchio arriva dopo 21 anni dall’ultima esposizione fiorentina dell’artista israeliano ed è intitolata «Omaggio ad Arnolfo di Cambio».
Collegata all’esposizione, una copia della grande cuspide campanaria di Arnolfo che sovrasta il Palazzo Vecchio e che i fiorentini potranno finalmente ammiare da vicino.
A giugno ed a luglio, Karavan sarà anche a Prato («Omaggio a Federico II» – dal 18/6 al 14/9) e a Pistoia («Vivaio per la Pace» – dal 12/6 al 27/6).
A Satomato (PT), all’interno della palazzina neogotica della fattoria di Celle, l’artista ha realizzato l’opera «La cerimonia del té» (dal 12 giugno) a conclusione di un percorso complessivo che farà della Toscana tutta, per un intero mese il palcoscenico delle opere e delle idee di Karavan.
Domenico Guarino
[exibart]
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