Ph. Julien Bourreau, Musée Gallo-Romain
In Francia, a Saint-Romain-en-Gal, alle porte di Lione, un team di archeologi ha riportato alla luce un antico mausoleo romano eccezionalmente conservato, modellato sul celebre Mausoleo di Augusto a Roma. Costruito intorno al 50 d.C., il monumento aveva un diametro interno di 15 metri e un’altezza superiore ai sei. La sua struttura doveva imporsi sul paesaggio e risultare ben visibile ai viaggiatori che entravano a Vienne, fiorente colonia romana, navigando lungo il Rodano.
La scelta di ispirarsi direttamente al sepolcro del primo imperatore sottolinea la statura del personaggio qui onorato, un aristocratico legato agli ambienti del potere imperiale. «Era un individuo che, anche dopo la morte, voleva restare presente nel mondo dei vivi», ha spiegato Giulia Ciucci, responsabile del sito archeologico di Saint-Romain-en-Gal e specialista di architettura romana. «La somiglianza con il mausoleo augusteo ne attesta il rango politico e culturale», ha continuato Ciucci.
In tutta la Francia si conoscono 18 mausolei a tumulo ma questo è l’unico mausoleo romano a elevazione circolare conservato in condizioni tanto straordinarie. Un tassello raro, insomma, che collega la Gallia alla magnificenza dell’Urbe.
A rendere il ritrovamento ancora più suggestivo è il fatto che lo scavo sia avvenuto sotto lo sguardo di studenti, turisti e cittadini. «Abbiamo tutti sognato di assistere a un momento del genere», ha dichiarato Martine Publié, vicepresidente del dipartimento del Rodano. Gli scavi, coordinati con l’Université d’Aix-Marseille, l’Université de Franche-Comté e il CNRS, proseguiranno fino al 2027, con la speranza di identificare un giorno l’illustre defunto.
Accanto alla monumentalità del sepolcro, gli archeologi hanno riportato in superficie le tracce di tre botteghe del I–II secolo d.C., situate presso le terme settentrionali. Distrutte da un incendio, paradossalmente conservano ancora legno e strumenti artigianali: due appartenevano ai fullones, i lavatori di lana che garantivano la brillantezza delle toghe bianche dei cittadini romani, mentre la terza ospitava un forno, forse destinato alla produzione del vetro o alla cottura.
«Questi resti ci permettono di capire meglio il commercio locale, un aspetto di cui abbiamo pochissime testimonianze dirette», ha sottolineato Benjamin Clément, professore di archeologia romana.
Il sepolcro monumentale e le botteghe artigiane: due scoperte che, insieme, raccontano la duplice anima della società romana. Da un lato, l’autorappresentazione del potere e della grandezza imperiale. Dall’altro, il lavoro quotidiano che teneva in vita l’economia della colonia.
A Saint-Romain-en-Gal, dunque, il passato restituisce dunque non solo i fasti dell’élite ma anche la trama minuta delle esistenze ordinarie. Un equilibrio che va a comporre l’immagine viva di una Gallia romana crocevia di politica, commercio e cultura.
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