Categorie: Archeologia

Pugno duro dell’Egitto: carcere e multe per chi scala le Piramidi

di - 1 Dicembre 2019

Fare le scale a piedi fa bene alla salute ma se sono quelle delle Piramidi, da oggi, potrebbe fare male al portafoglio. Dimenticate le eroiche scalate instagrammabili, perché il parlamento dell’Egitto ha modificato la sua legge sulla protezione delle antichità, per imporre pene detentive più severe e multe più elevate per il contrabbando dei reperti fuori dal Paese e, per la prima volta, proibendo la scalata alle Piramidi.

La commissione per gli affari legislativi e costituzionali del parlamento egiziano ha approvato un nuovo articolo per la legge esistente sulla protezione delle antichità (legge n. 117 del 1983), stabilendo che il contrabbando o la vendita di antichità all’estero senza permesso sarà punito con la reclusione e una multa compresa tra 1 milione e 10 milioni di sterline egiziane, cioè da 56mila a 560mila euro.

Carcere e multe per chi scala le Piramidi

In uno degli articoli dell’emendamento, si fa riferimento al comportamento delle persone che si trovano in un sito archeologico, che dovranno richiedere una apposita licenza per scalare qualsiasi antichità. La pena sarà di almeno un mese di reclusione, da commutare con una multa compresa tra i 600 e i 6200 euro. La sanzione sarà raddoppiata se gli atti violano la decenza pubblica, per esempio, se si volesse compiere la gloriosa scalata in costume adamitico.

Incredibile a dirsi, fino a oggi non vi era alcuna legge che proibisse esplicitamente di scalare le piramidi. «Gli emendamenti mirano a fermare gli atti criminali nei confronti delle antichità egiziane», ha dichiarato Suzy Nashed, membro della commissione.

Ma a essere poco educati non sono solo i turisti a caccia di fotografie da ricordare. Alcuni mesi fa, un egiziano è salito sulla cima della Grande Piramide di Giza, rimuovendo parti di una struttura in legno, installata nel XIX secolo per misurare l’altezza del monumento. Non contento, ha aggredito gli agenti di sicurezza lanciando pietre antiche.

Esibizionisti sulla vetta

Il quotidiano egiziano AhramOnline ha spiegato che Ahmed Maher, consigliere del Ministero delle antichità, ha spinto alla promulgazione della nuova legge, in seguito a uno spiacevole episodio. Si tratta dell’avventura amorosa di Andreas Hvid, fotografo danese che, a novembre 2018, scalò la Piramide di Giza insieme alla compagna. Non contenti, i due si sono denudati e hanno mimato – o forse anche qualcosa in più – un atto sessuale sulla cima della piramide, mettendo tutto su Youtube. E non solo, perché Hvid sul suo sito ha una sezione specifica dedicata ai nudi in luoghi estremi, per i quali evidentemente va molto fiero.

La storia hot non piacque affatto a Maher e il ministro delle antichità egiziano, Khaled al-Anani, definì l’atto come una «violazione della moralità pubblica». Nondimeno, il video diventò virale, quasi sei milioni di visualizzazioni per questo caso faraonico di esibizionismo.

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