L’abitazione plurifamiliare, un tema troppo spesso considerato secondario nella produzione di grandi opere architettoniche. La ricerca sembra limitarsi alle grandi libertà offerte dall’alloggio singolo, villino o ristrutturazione di interni, mentre il condominio e la schiera, edifici urbani per eccellenza, languono nella stasi espressiva. Eppure proprio questo ruolo urbano, e la forte incidenza tanto sul fabbisogno abitativo quanto sui consumi energetici, rendono necessaria una riflessione sulla qualità espressiva raggiunta.
In copertina le case a schiera di Alex Popov a Sidney si esaltano nel confronto con il magnifico contesto naturale; un insediamento interessante per il modo di gestire i rapporti tra le parti, gli effetti di vicinato, più che per gli interni (discutibili).
La chicca di questo numero è invece la schiera di AV I Arch. (Butz Dujmovic Schanne Urig), a Kaiserslautern, ben studiata negli aspetti climatici, e nella economicità di intenti, ma soprattutto interessante per il linguaggio, caratterizzato prevalentemente da elementi industrializzati, e per la qualità degli interni alla Nouvel.
Tra gli altri esempi di “case in gruppo” emerge soprattutto un vuoto di qualità innovative. Qualche gioco di forme, qualche casa-dolce-casa … O poco più: i condomini a Innsbruck di Baumschlager & Eberle ripropongono il tema delle tapparelle esterne a tutta facciata, una soluzione elegante e funzionale sempre interessante.
Probabilmente per sottolineare la necessità di ricerca, questo numero di AR, che solitamente non pubblica “architetture di carta”, si chiude con un progetto prototipo per un isolato residenziale iperconnesso di Bill Dunster, interessante più che per l’estetica, per il tentativo di individuare la soglia di equilibrio tra densità e salubrità.
Fuori campo si segnalano due apparizioni italiane! Gli interni del negozio Giorgio Armani a Milano, di Claudio Silvestrin, pregevole ed elegante vuoto dove far parlare i colori e la matericità dei capi esposti; ed il rinascimentale Studiolo del Duca di Montefeltro, estemporaneo argomento della rubrica Delight.
Inoltre da segnalare la casetta vacanze in Norvegia di Gisle Lokken, poeticamente solitaria nel magnifico panorama; e l’ampliamento della London Dance School, di Allies & Morrison, luogo di astrazione e concentrazione in un’aura immateriale.
Marco Felici
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