Ancora Massimiliano Fuksas. Il 5 Giugno, nella conferenza di apertura della mostra, Fuksas è stato dichiarato vincitore del concorso per la progettazione della nuova sede della Agenzia Spaziale Italiana, un edificio per uffici di media dimensione (circa 25.000 mc), da realizzare a Roma nel lotto limitrofo il progettato Nuovo Museo dellâ Arte Contemporanea di Zaha Hadid.
Dopo il successo nel concorso per il Centro Congressi a Roma, ed i notevoli incarichi internazionali, questa vittoria conferma il momento particolarmente felice del progettista italo- lituano, e si aggiunge alle prestigiose (conseguenti o influenti?) nomine di direttore nella Biennale di Architettura (Venezia) e di redattore della rubrica che era di Bruno Zevi (Espresso).
Il concorso, affidato al dipartimento ITACA dellâ UniversitĂ La Sapienza, si è svolto ad invito tra i curriculum presentati, mettendo a confronto personaggi illustri del panorama architettonico europeo. La conseguente nota di interesse è proprio nellâ eterogeneitĂ dei progetti presentati, che non ricadono nellâ ormai inflazionato clichĂŠ decostruttivista e si confrontano con poetiche alquanto personali. Manca purtroppo un rappresentante della scuola italiana, come anche di quella iberica, intese nella loro consolidata tendenza verso una tettonica mediterranea, visto che tali nazioni sono state comunque degnamente rappresentate da autori âprogressistiâ. In effetti il taglio degli architetti selezionati è piĂš verso una ricerca espressiva che usufruisca delle potenzialitĂ offerte da tecniche e tecnologie innovative. E la stessa composizione della commissione giudicatrice, presieduta da Lord Richard Rogers, conferma tale impressione.
Rimane da commentare il progetto di Fuksas. Non câ è che dire, lâ insieme è apprezzabile; alcuni aspetti ricordano opere contemporanee di successo, ma Fuksas ci ha abituati a questa sua capacitĂ di trarre ispirazione dallâ attualitĂ . Bello lâ effetto dellâ attacco a terra, destabilizzato tra continuitĂ e negazione. Importante la sensibilitĂ tutta italiana per le linee di forza del contesto: Fuksas qui è lâ unico a rispettare gli allineamenti, le continuitĂ volumetriche, le sequenze visive, richiamando inoltre âvelatamenteâ lo spirito dellâ illustre futuro vicino, in un alzato interno ma percepibile. Lâ ultimo aspetto da dibattere, ma probabilmente è presto per farlo, è la questione tecnica. Abbiamo premesso che la tecnologia ci è sembrata un parametro chiave nella selezione; speriamo che Fuksas non cada nei vizi di realizzazione che caratterizzano molte sue opere compiute, e salvi il valore dellâ idea di questo edificio.
Marco Felici
[exibart]
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