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fino al 10.IX.2007 | Richard Serra Sculpture: Forty Years | New York, Museum of Modern Art

di - 29 Agosto 2007

Delineator (1974-75), un tappeto di acciaio nero sormontato da una struttura identica ma perpendicolare, introduce senza troppi preamboli all’esauriente retrospettiva che il MoMA dedica a Richard Serra (San Francisco, 1939). Questo specchio strabico, schizzato al suolo e al cielo da un piedistallo abolito, non può che essere visivamente frustrante, non appena il senso di possesso delle orme sulla lastra sbiadisce nell’irraggiungibilità del soffitto. In balia di corpi autonomi che pretendono attenzione estetica ed emozionale, senza l’aiuto di noiosi cartelli esplicativi, lo spettatore riscopre che la percezione della forma non é univoca, ma essenzialmente determinata dalla soggettività della visione. Dentro Circuit II (1972-86), invalicabili diagonali di una stanza cubica, la scultura si dilata, ci confina in spazi angusti, o si restringe fino ad assottigliarsi, a seconda del punto di vista scelto.
Mettendo in crisi l’equilibrio razionale della ricerca minimalista, la serie Prop Pieces (1969) rivela la potenziale contraddittorietà insita nel rapporto fra materia e forma. Una tonnellata di piombo assume la fragilità di un castello di carte (One Ton Prop – House of Cards), una precarietà rarefatta mantiene tubi massicci come sospesi in aria (5:30), la forza di gravità viene continuamente sfidata da una materia svuotata del suo peso specifico (Prop, 1968). Insomma, per dirla con le vibranti parole di Italo Calvino, “l’agile salto improvviso del poeta-filosofo che si solleva sulla pesantezza del mondo, dimostrando che la sua gravità contiene il segreto della leggerezza” (Lezioni americane, 1985).

Eppure, la contemplazione della forma è solo il primo passo di un approccio alla produzione recente di Richard Serra, esposta al secondo piano e nello Sculpture Garden del MoMA. Grandi installazioni (Band, 2006; Torqued Torus Inversion, 2006; Sequence, 2006; Intersection II, 1992-93; Torqued Ellipse IV, 1998), negli ultimi anni spuntate come funghi nelle maggiori capitali e musei del mondo (New York, The Federal Plaza, 1981; Napoli, Piazza del Plebiscito, 2003-04; Bilbao Guggenheim, 2005) rapiscono gli spettatori in inestricabili labirinti o in accoglienti piazze ellittiche. L’astrazione geometrica della forma, visivamente definibile dall’esterno, nasconde la possibilità dell’esperienza fisica dell’opera, aperta all’imprevedibilità delle reazioni del pubblico.
Luoghi d’incontro o rifugi silenziosi, le installazioni di Serra vivono della presenza dell’uomo, chiamato ad assegnare nuovi significati alle forme attraverso la propria libertà creativa: l’eco della voce, il tatto, camminare o correre, smarrirsi o indagare la materia, scoprire punti di vista e connessioni inusuali fra l’opera e lo spazio circostante.

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claudio gulli
mostra visitata il 22 luglio 2007


dal 3 giugno al 10 settembre
Richard Serra Sculpture: Forty Years
Museum of Modern Art, 11 West 53rd Street, New York
Dal mercoledì al lunedì: 10:30 -17:30* / Venerdì: 10:30-20
Chiusura: Martedì
*Il museo resterà aperto fino alle 21 tutti i giovedì di Luglio e Agosto
Ingresso: $20 adulti; $16 anziani dai 65 con carta d’identità; $12 studenti a tempo pieno con valido documento; gratuito per ragazzi sotto i16 anni. Gratuito per i membri. (l’ingresso include l’accesso alle gallerie del museo e al programma cinematografico) – Venerdì sera ingresso gratuito per tutti: 16-20 – Ingresso alle proiezioni: $10 adulti; $8 anziani, dai 65 con carta d’identità $6 studenti a tempo pieno con valido documento
www.moma.org
Catalogo: Richard Serra Sculpture: Forty Years (HC) contiene saggi sul lavoro dell’artista di Benjamin Buchloh, Lynne Cooke, and John Rajchman, e un’intervista con Serra di Kynaston McShine, Museum’s Chief Curator at Large e, con Cooke, coorganizzatrice della mostra.
Per info info@moma.org – Tel. (212)-708-9400


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