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Fino al 15.II.2015 | Velazquez | Kunsthistorisches Museum, Vienna

di - 8 Febbraio 2015
Quarantasei dipinti esposti in tre diverse sezioni. Tanto basta a ripercorrere la carriera di un artista raffinato ed estroso come Diego Velázquez (1599-1660), entrando nel vivo della sua arte, della sua poetica della sua vita. Una lunga carriera iniziata assai precocemente in cui si possono individuare due periodi chiaramente distinti: quello della giovinezza e della formazione artistica, trascorso a Siviglia nello studio della primo pittore e storico dell’arte della città, Francisco Pacheco. Fino al 1618 quando termina il percorso accademico e sposa la figlia del suo maestro. Qui che iniziano i primi successi come pittore, che lo portano a spostarsi a Madrid, dove trascorrerà i successivi 37 anni alla corte di Re Filippo IV, scalando rapidamente le nobili gerarchie. Non è certo un artista maledetto né un bohemien, finendo, anzi, coll’interessarsi più ai divertimenti di corte che alla pittura, attorno agli anni ’40. Quasi una pausa di riflessione, che rende più difficile ricostruirne la storia e la vita artistica. Per questa ragione la mostra, nella seconda sezione, non è disposta in senso cronologico: una parte si concentra sui “doveri di ufficio” del pittore cortigiano: i ritratti del re e della famiglia reale, nel classico stile glorioso e spavaldo. Mentre in quella finale si passa alle composizioni che scelse lui stesso di dipingere, in autonomia: dipinti di miti, favole paesaggi o nature morte. Con una pennellata sempre raffinata, ispirata da Tiziano ed El Greco.

Ma Velázquez non è mai banale, non può. Anche ritraendo il re o la famiglia reinterpreta a suo modo il paradigma cortigiano. Estendendo la scena e finendo con l’includere anche altri membri della corte, sviluppando un punto di vista moderno, psicologico e soggettivo, basato sulla percezione dei soggetti. Per questo le sue composizioni, anche quelle teoricamente più banali come i ritratti familiari, continuano ad affascinare il pubblico, oggi come allora. Ne è una prova il celebre capolavoro Las Meninas (ma il pubblico di Vienna deve accontentarsi di una riproduzione, fedele quanto si vuole, ma tant’è), dove il ritratto della bambina reale diventa uno stralcio di vita di corte, uno sguardo indiscreto sul backstage che anticipa il lavoro dell’artista, che pure si inserisce nel contesto. Ciò che colpisce in Velazquez e che lo distingue dai suoi contemporanei è proprio quella visione assai personale dell’uomo, del suo mondo e le trame delle singole storie di vita che si riflettono nel dipinto. Per uno stile unico e inconfondibile.
Per ammirare il pittore spagnolo la meta primaria è senza dubbio El Prado di Madrid, non Vienna. Ma la mostra del Kunsthistorisches Museum, grazie anche alla collaborazione dello stesso Museo spagnolo e di altri centri di spicco come il Museum of Fine Arts di Boston, riesce a cogliere uno spunto nuovo per ammirare l’arte di Velazquez. Mettendo insieme grandi capolavori presi in prestito dall’estero con altre opere custodite dal museo viennese. Il risultato è un debutto coi fiocchi nella capitale austriaca, seppure assai tardivo.

alessio crisantemi
mostra visitata il 28 dicembre 2014
Dal 28 ottobre 2014 al 15 febbraio 2015
Velazquez
Vienna, Kunsthistorisches Museum
Info: http://press.khm.at/en/
@https://www.twitter.com/AleCrisantemi

Nato nel 1980, è appassionato di arte, con particolare propensione per quella figurativa, collabora con Exibart dal 2008. Nonostante la formazione self-taught nel campo dell'arte, si è affermato nel tempo come esperto di pittura, partecipando alla giuria di numerosi concorsi e collaborando come corrispondente di arte e cultura per varie testate. Tra i vari incarichi per Exibart, cura oggi la rubrica Case ad Arte dedicata alle dimore degli artisti in Italia e all'estero.

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