Nausicaa of the Valley of the Wind Christies Anime Starts Here March 26 credits to CHRISTIE'S IMAGES LTD. 2026
Si è appena conclusa Anime Starts Here: Japanese Subculture Reimagines Tradition, l’asta di Christie’s che ha portato anime e manga sotto i riflettori del mercato internazionale con risultati tutt’altro che marginali. Con un totale di $ 1,4 milioni, oltre quattro volte la stima minima, e il 90% dei lotti venduti, la vendita segna un punto di svolta. Ma il dato più interessante non è solo economico: il 36% dei partecipanti era nuovo per la maison, e il 35% apparteneva a Millennials e Gen Z, segnalando un evidente ricambio generazionale nel collezionismo.
L’asta ha costruito un dialogo serrato tra opere tradizionali e contemporanee, mostrando come le forme visive della cultura pop giapponese si inseriscano in continuità con il patrimonio artistico del Paese. Tra i lotti principali spicca Wolf and Armor (lotto 13) di Shiomi Ryosuke, reinterpretazione dell’armatura samurai venduta per $ 698.500 (35 volte la stima iniziale) che ha stabilito un record mondiale per l’artista e si è affermata come top lot della vendita. L’opera restituisce l’armatura come dispositivo non solo difensivo, ma anche estetico e identitario, capace di comunicare status, visione e appartenenza.
Sul fronte anime, Pretty Guardian Sailor Moon (lotto 26) di Ito Ikuko ha raggiunto $ 88.900, moltiplicando quasi per diciotto volte la stima di partenza. Non si tratta soltanto di nostalgia per le iconiche eroine degli anni Novanta: queste immagini incarnano la cultura degli aidoru (idol), dove personalità, performance e immagine diventano esperienze emotive condivise e veri e propri oggetti di desiderio, secondo dinamiche che affondano le radici già nell’epoca Edo.
E mentre il contemporaneo corre, la tradizione continua a dimostrare la propria forza. La celebre Grande Onda di Katsushika Hokusai, stimata tra $ 40.000 e $ 60.000, ha raggiunto $ 228.600, confermandosi un’icona senza tempo. Accanto a questa, l’asta vedeva l’inclusione di materiali legati all’animazione e al cinema, come i poster di Nausicaä della Valle del vento e Doraemon. Tra questi il raro poster originale di Godzilla del 1954, prodotto da Toho Co., Ltd. e venduto per 25.400 dollari, che restituisce tutta la potenza simbolica del dopoguerra giapponese, trasformando il celebre mostro in una metafora visiva del trauma nucleare.
Nel complesso, l’asta dimostra come la cosiddetta subcultura degli anime non rappresenti una rottura, ma un’evoluzione della tradizione. Come ha sottolineato Takaaki Murakami, responsabile del dipartimento di arte giapponese e coreana di Christie’s, «Il mercato delle aste di New York attendeva di vedere forme d’arte giapponese contemporanee e popolari affiancarsi a opere più tradizionali». La vendita porta un messaggio chiaro: anime e manga non sono solo fenomeni pop, ma strumenti attraverso cui si sta ridefinendo il collezionismo globale, conquistando una nuova generazione e riscrivendone le regole.
Tende, studi di registrazione, spazi di confronto, cucine e labirinti: l'arte relazionale di Rirkrit Tiravanija invade lo spazio milanese e…
Il mio lavoro nasce da una domanda: come dare forma a ciò che non è visibile?
Il festival di ZONA K torna a interrogare informazione, politica e immaginari contemporanei, tra performance, installazioni e pratiche ibride che…
Un duo che unisce radici brasiliane e respiro globale: la Fondazione Biennale di San Paolo annuncia la direzione artistica di…
Il Caffè Nazionale di Recoaro Terme rinasce come Cantiere del Contemporaneo: in programma residenze artistiche, workshop e opere site specific,…
A Reggio Emilia, nell'ambito del Festival di Fotografia Europea, Brad Downey presenta negli spazi di Palazzo Brami due mostre parallele,…