Il progetto si apre con tre sculture di pietra
conservate al Musée Cluny. Sono le teste dei re di Giuda che fino al Settecento
decoravano la cattedrale di Notre-Dame. McEwen le mette in connessione con
un’opera di Rudof Stingel, presentata alla 50. Biennale d’Arte di
Venezia. L’artista ricopre una parete di carta alluminio e invita chiunque a
esprimere se stesso attraverso buchi, scritte, post-it, polaroid, chewing-gum.
Il curatore mette in luce un paradosso: l’opera medioevale, nonostante il tempo
e la storia, sopravvive in una teca di vetro; l’opera contemporanea sceglie di
autodistruggersi, dandosi in pasto al visitatore.
A ben vedere, Fresh Hell è, nella sua interezza, una mostra
dialogica, in cui a confrontarsi non sono soltanto artisti e opere ma
generazioni, correnti e punti di vista. Spesso secretati o inafferrabili. Le
installazioni di Barbara Bloom, Maurizio Cattelan e Michelangelo
Pistoletto, ad esempio, sembrano unite da un filo trasparente.
Ogni mostra collettiva racconta, indirettamente, gusti e immaginario
del curatore. Il Palais de Tokyo, invitando un artista a realizzare un progetto
espositivo, prova a spingersi più in là. Ne svela la ricerca, le influenze e i
desideri.
Carta
bianca a Rondinone
saul marcadent
mostra visitata il 27 novembre 2010
dal 20 ottobre
2010 al 16 gennaio 2011
Carte Blanche à Adam McEwen – Fresh Hell
Palais de Tokyo – Site de création contemporaine
13, Avenue du Président Wilson (zona Iéna) – 75116 Paris
Orario: da martedì a domenica ore 12-24
Ingresso: intero € 6; ridotto € 4,50
Info: tel. +33 147235401; fax + 33 147201531; www.palaisdetokyo.com
[exibart]
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