Categorie: around

fino al 21.III.2004 | Olafur Eliasson | Londra, Tate Modern

di - 19 Marzo 2004

Appena entrati nella sala delle Turbine, si è preceduti da una sottile nebbiolina che inizia all’ultima realizzazione del danese Olafur Eliasson. Ancora una volta l’intelligenza nordica stupisce, ancora una volta si ha la conferma di quanto alla base di ogni opera d’arte ben riuscita vi sia un progetto profondo; il materiale, (elementare) in questo caso diventa riferimento, e l’opera completa, un rimando interno alla Tate, ex centrale elettrica da cui Eliasson prende come elemento modulare le lampadine che così bene la rappresentano. Poi la luce, soffusa che avvolge.
Le persone sono sedute, sdraiate, o semplicemente ferme a godersi lo spettacolo. Posizionato in alto, sul fondo dello spazio espositivo, un enorme sole. E’ formato da duecento lampade monofrequenza, le stesse usate per l’illuminazione stradale, montate dietro ad uno schermo circolare. Guardandolo più attenzione, si nota che la metà viene riflessa dalla superficie specchiata del soffitto, che ne duplica l’effetto.

Un leggero gas fumogeno viene emanato constantemente da macchine per ricreare il vapore acqueo, garantendo un effetto surreale di sospensione; l’odore, leggero, entra anche nelle altre sale. Viene annullato l’effetto-neon generalmente presente nelle gallerie, le sagome delle persone, sfumandosi, si mischiano con il pulviscolo dei gas; la particolarità della luce e la consistenza dell’aria oltre a ricreare un‘atmosfera rilassante e lisergica, ricopre persone e oggetti.
Non ci si ferma a pensare se si è di fronte ad un’opera riuscita tecnicamente o esteticamente, non è richiesto. La sua efficacia è dimostrata da qualcosa di diverso e di più potente: la costante permanenza del pubblico, che si gode questo succedaneo della luce solare, immerso nella stessa aria rarefatta delle discoteche.
E’ caratteristico di Eliasson lavorare su superfici estese (la sala delle turbine è larga 23 metri e lunga 155) e stravolgerne il senso corrente, come in un suo intervento del ’98 a Stoccolma, dove ha liberato una sostanza colorante atossica nel fiume danese per modificarne il colore. Con interventi apparentemente minimi ricrea una natura artificiale, lirica ed artefatta. E’interessato allo stato naturale delle cose e ai suoi possibili cambiamenti, sempre convinto che “La natura non esiste di per sè, ma coincide con il nostro modo di guardarla”.

carola bonfili
mostra visitata il 2 marzo 2004


Olafur Eliasson
The Weather Project
A cura di Susan May
Tate Modern Gallery,Turbine Hall, Bankside,SE1
Dalla domenica al giovedi’ 10:00-18:00, ven- sab:10:00-22:00
Ingresso gratuito.
Per informazioni 020 7887 8888 (internazionale +44 20 7887 8888)
(Lun-ven 9.45 to 17.50)
Catalogo Olafur Eliasson , a cura di Susan May, £19.99
www.tate.org.uk/modern/exhibitions/eliasson


[exibart]

Visualizza commenti

Articoli recenti

  • Mostre

Un gesto semplice, una presenza totale. Klaus Rinke, a Bergamo

Con una selezione di alcuni dei suoi lavori più iconici, la galleria di Thomas Brambilla ospita fino al prossimo 20…

11 Febbraio 2026 0:02
  • Musei

Chiara Gatti direttrice pro tempore del Museo Nivola di Orani, in attesa del bando

Chiara Gatti è stata nominata direttrice pro tempore del Museo Nivola di Orani, in attesa del nuovo bando. Continuerà a…

10 Febbraio 2026 19:53
  • Mostre

Dentro Casa Italia alla Triennale Milano, dove le Muse greche ispirano la mostra dei Giochi Olimpici

L’appello alla Musa classica unisce arte e sport con una mostra che ricorda il valore fondante delle Olimpiadi. Attraverso una…

10 Febbraio 2026 18:32
  • Mercato

Com’è andata Art Fair Philippines 2026: 5 artisti locali (e non solo) da tenere d’occhio

Cala il sipario sulla fiera di Manila. Ecco com'è andata tra gallerie locali e internazionali, progetti speciali e nuovi protagonisti…

10 Febbraio 2026 16:58
  • Mostre

La ricerca del tempo discontinuo dell’arte: una mostra alla Fondazione Memmo di Roma

Alla Fondazione Memmo di Roma, il ciclo di mostre collettive prosegue con una esposizione che indaga il tempo come costruzione…

10 Febbraio 2026 15:30
  • Arte contemporanea

Alla Biennale di Sydney 2026 la memoria sarà uno spazio vivo e conteso

La 25ma Biennale di Sydney, curata da Hoor Al Qasimi, costruisce una mappa di voci marginali, mettendo in relazione comunità…

10 Febbraio 2026 13:30